
Nuovi dati sul rilascio dei visti e sulle richieste di asilo, pubblicati il 18 aprile 2026, hanno riacceso il dibattito sulla politica migratoria tedesca. Secondo quanto riportato per la prima volta dal portale finanziario Kettner Edelmetalle, tra gennaio e marzo 2026 sono entrati in Germania 49.400 cittadini di paesi terzi tramite visti per ricongiungimento familiare o richieste di asilo presentate per la prima volta. Circa 27.000 di questi ingressi sono stati concessi con visti per ricongiungimento familiare, un numero sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante il cambio di governo dello scorso maggio. I cittadini turchi restano il gruppo più numeroso (4.400 visti), seguiti da richiedenti provenienti da Kosovo, India, Siria e Albania. Gli addetti ai visti hanno rilevato un netto calo delle domande da parte di siriani e un raddoppio delle richieste da parte dei kosovari, un fenomeno che gli esperti di migrazione collegano al miglioramento delle prospettive economiche nei Balcani occidentali e alle politiche più rigide di rimpatrio verso la Siria. Sul fronte dell’asilo, nel primo trimestre sono state presentate 22.491 domande iniziali. Sebbene il dato complessivo sia inferiore alle 36.000 richieste registrate un anno prima, le domande da parte di cittadini afghani sono aumentate di quasi il 570% dopo una sentenza della Corte di Giustizia Europea dell’ottobre 2024 che ha riconosciuto la persecuzione di genere sotto il regime talebano come motivo valido per la protezione. Fonti del ministero dell’Interno ammettono che le richieste successive da parte di donne afghane potrebbero mantenere elevati i numeri complessivi delle domande di asilo per tutto il 2026. Se si mantenesse la tendenza del primo trimestre, si arriverebbe a circa 200.000 arrivi umanitari o familiari nell’arco dell’anno, un numero pari alla popolazione di Hannover, mettendo in discussione la promessa elettorale del cancelliere Friedrich Merz di una “svolta migratoria”. I partiti di opposizione sostengono che i dati dimostrano come la retorica più dura non sia ancora stata accompagnata da riforme amministrative, mentre le associazioni datoriali avvertono che un giro di vite improvviso potrebbe soffocare l’approvvigionamento di manodopera in un mercato già carente di circa 450.000 lavoratori qualificati. Per i responsabili della mobilità internazionale e delle risorse umane il messaggio è sfumato: i tempi di elaborazione presso i consolati tedeschi restano stabili per i visti familiari, ma i cambiamenti nella giurisprudenza possono causare picchi improvvisi per determinate nazionalità, complicando la pianificazione del personale. Le aziende dovrebbero monitorare le prossime modifiche alla Legge sull’Immigrazione Qualificata, attese prima della pausa estiva, che potrebbero ricalibrare ulteriormente l’equilibrio tra protezione umanitaria e esigenze del mercato del lavoro in Germania.
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Germania.Di più da Germania
Visualizza tutto
I sindacati avvertono che la disputa con Lufthansa è ora «più radicata che mai» nonostante la pausa negli scioperi
Lufthansa ripristina il programma completo dei voli dopo una settimana di scioperi