
Gli studenti indiani diretti in Francia per l’anno accademico di settembre 2026 non dovranno più fare la fila in prefettura per rinnovare il permesso di soggiorno. Durante i colloqui bilaterali di inizio anno, il presidente Emmanuel Macron ha promesso di “eliminare gli ostacoli amministrativi” per i talenti indiani; il Ministero dell’Interno francese ha ora messo in pratica questo impegno. Come confermato il 20 aprile 2026, i visti per studenti a lungo soggiorno (VLS-TS) rilasciati in India copriranno l’intera durata del corso di studi—due anni per un master, tre per un dottorato—eliminando il rinnovo annuale che gravava su circa 9.100 studenti indiani attualmente in Francia.
La riforma fa parte di una più ampia Roadmap India-Francia che prevede anche il transito aeroportuale senza visto nei principali hub francesi come Parigi-Charles-de-Gaulle per i titolari di passaporto indiano. In precedenza, chi effettuava uno scalo doveva richiedere un visto di transito aeroportuale, un costo e un disagio in più per gli studenti in viaggio verso altre destinazioni UE via Parigi.
Sul piano operativo, la Francia ha potenziato la capacità di raccolta biometrica presso i consolati di Mumbai, Bengaluru e Kolkata, fissando un obiettivo di appuntamenti entro 10 giorni nel periodo di picco da aprile a luglio. Il governo punta a triplicare le iscrizioni indiane, portandole a 30.000 entro il 2030, alimentando così i bacini di talenti per aziende francesi come Airbus, Capgemini e Schneider Electric.
Il pacchetto introduce però un nuovo requisito: da gennaio 2026, gli studenti che convertiranno il visto in un permesso di soggiorno pluriennale dovranno dimostrare un livello di francese A2. Università e sedi dell’Alliance Française in tutta l’India stanno intensificando i corsi di lingua in risposta.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la novità elimina un problema di conformità: i familiari degli assegnati internazionali che studiano in Francia avranno un unico visto legato al loro corso, riducendo le interruzioni durante l’assegnazione. Le scuole francesi che puntano alle famiglie espatriate potranno ora promuovere una procedura burocratica più semplice, mentre i travel manager potranno prenotare itinerari “self-connect” più economici attraverso CDG senza temere rifiuti per il visto di transito.
La riforma fa parte di una più ampia Roadmap India-Francia che prevede anche il transito aeroportuale senza visto nei principali hub francesi come Parigi-Charles-de-Gaulle per i titolari di passaporto indiano. In precedenza, chi effettuava uno scalo doveva richiedere un visto di transito aeroportuale, un costo e un disagio in più per gli studenti in viaggio verso altre destinazioni UE via Parigi.
Sul piano operativo, la Francia ha potenziato la capacità di raccolta biometrica presso i consolati di Mumbai, Bengaluru e Kolkata, fissando un obiettivo di appuntamenti entro 10 giorni nel periodo di picco da aprile a luglio. Il governo punta a triplicare le iscrizioni indiane, portandole a 30.000 entro il 2030, alimentando così i bacini di talenti per aziende francesi come Airbus, Capgemini e Schneider Electric.
Il pacchetto introduce però un nuovo requisito: da gennaio 2026, gli studenti che convertiranno il visto in un permesso di soggiorno pluriennale dovranno dimostrare un livello di francese A2. Università e sedi dell’Alliance Française in tutta l’India stanno intensificando i corsi di lingua in risposta.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la novità elimina un problema di conformità: i familiari degli assegnati internazionali che studiano in Francia avranno un unico visto legato al loro corso, riducendo le interruzioni durante l’assegnazione. Le scuole francesi che puntano alle famiglie espatriate potranno ora promuovere una procedura burocratica più semplice, mentre i travel manager potranno prenotare itinerari “self-connect” più economici attraverso CDG senza temere rifiuti per il visto di transito.
Fonte: Collegedunia
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