
L'11 aprile 2026, la ministra del Lavoro francese Catherine Vautrin e il ministro egiziano della Manodopera Hassan Shehata hanno presentato un nuovo accordo sulla mobilità lavorativa che offrirà fino a 5.000 egiziani qualificati all'anno un percorso semplificato per ottenere permessi di lavoro in Francia. Annunciato durante un forum UE-Africa sulle competenze al Cairo, l'accordo risponde alle gravi carenze nei settori dell’edilizia, dell’ospitalità e dell’IT in Francia, in vista del boom infrastrutturale previsto a Parigi per il 2026-27.
Secondo il memorandum, i candidati egiziani che otterranno un’offerta di lavoro in uno dei 14 mestieri in carenza riceveranno priorità per i colloqui presso il centro visti TLScontact di Parigi al Cairo, con un tempo di risposta previsto di 15 giorni, la metà rispetto ai tempi standard. I candidati selezionati riceveranno un “Passeport Talent – Profession hautement qualifiée” valido quattro anni, rinnovabile una volta, che permetterà anche ai coniugi accompagnatori di lavorare. La Francia finanzierà inoltre corsi di lingua francese e il riconoscimento delle licenze professionali egiziane.
L’accordo va oltre i visti: prevede la creazione di una task force congiunta per la sicurezza delle frontiere, con lo scambio di dati sui passeggeri e l’interruzione delle rotte di traffico di esseri umani nel Mediterraneo orientale, rispondendo alle preoccupazioni UE che i canali legali debbano essere accompagnati da misure più severe contro l’immigrazione irregolare. Le autorità egiziane apriranno a giugno un portale online per la preselezione, mentre la Francia invierà addetti al lavoro a Il Cairo e Alessandria per verificare la conformità dei datori di lavoro e prevenire abusi sulle commissioni di reclutamento.
Per le multinazionali francesi che partecipano a gare nel Golfo e in Africa dai loro hub parigini, l’accordo potrebbe diventare un modello per reclutare ingegneri e project manager di lingua araba senza dover affrontare le complicazioni burocratiche dei permessi di lavoro tradizionali. I team di mobilità dovranno però tenere presente che le quote potrebbero essere riviste annualmente e che i candidati dovranno comunque registrarsi nel nuovo Sistema di Entrata/Uscita dell’UE all’arrivo.
L’intesa riflette il più ampio cambio di rotta della Francia verso un’immigrazione “selettiva”, aprendo maggiormente le porte ai talenti che rispondono alle esigenze economiche, mentre si rafforzano i controlli altrove. Trattative simili sarebbero in corso con India e Filippine, suggerendo che i corridoi di visto accelerati potrebbero diventare un pilastro della strategia di crescita francese post-pandemia.
Secondo il memorandum, i candidati egiziani che otterranno un’offerta di lavoro in uno dei 14 mestieri in carenza riceveranno priorità per i colloqui presso il centro visti TLScontact di Parigi al Cairo, con un tempo di risposta previsto di 15 giorni, la metà rispetto ai tempi standard. I candidati selezionati riceveranno un “Passeport Talent – Profession hautement qualifiée” valido quattro anni, rinnovabile una volta, che permetterà anche ai coniugi accompagnatori di lavorare. La Francia finanzierà inoltre corsi di lingua francese e il riconoscimento delle licenze professionali egiziane.
L’accordo va oltre i visti: prevede la creazione di una task force congiunta per la sicurezza delle frontiere, con lo scambio di dati sui passeggeri e l’interruzione delle rotte di traffico di esseri umani nel Mediterraneo orientale, rispondendo alle preoccupazioni UE che i canali legali debbano essere accompagnati da misure più severe contro l’immigrazione irregolare. Le autorità egiziane apriranno a giugno un portale online per la preselezione, mentre la Francia invierà addetti al lavoro a Il Cairo e Alessandria per verificare la conformità dei datori di lavoro e prevenire abusi sulle commissioni di reclutamento.
Per le multinazionali francesi che partecipano a gare nel Golfo e in Africa dai loro hub parigini, l’accordo potrebbe diventare un modello per reclutare ingegneri e project manager di lingua araba senza dover affrontare le complicazioni burocratiche dei permessi di lavoro tradizionali. I team di mobilità dovranno però tenere presente che le quote potrebbero essere riviste annualmente e che i candidati dovranno comunque registrarsi nel nuovo Sistema di Entrata/Uscita dell’UE all’arrivo.
L’intesa riflette il più ampio cambio di rotta della Francia verso un’immigrazione “selettiva”, aprendo maggiormente le porte ai talenti che rispondono alle esigenze economiche, mentre si rafforzano i controlli altrove. Trattative simili sarebbero in corso con India e Filippine, suggerendo che i corridoi di visto accelerati potrebbero diventare un pilastro della strategia di crescita francese post-pandemia.
Fonte: Travel and Tour World
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