
La Francia ha introdotto una serie di riforme volte a triplicare il numero di studenti indiani fino a 30.000 entro il 2030, con le modifiche che entreranno in vigore a partire dall’anno accademico 2026. La novità più importante riguarda i visti per studenti a lungo soggiorno (VLS-TS) rilasciati in India, che ora copriranno l’intera durata del corso di studi: due anni per un master e fino a quattro per un dottorato, eliminando così il costoso rinnovo annuale presso la prefettura, che in passato rappresentava un ostacolo per studenti e team HR che organizzavano MBA sponsorizzati dalle aziende. I cittadini indiani non avranno più bisogno del visto di transito aeroportuale per scali a Parigi Charles de Gaulle o altri aeroporti francesi, semplificando gli itinerari con più tappe all’interno dell’area Schengen. I consolati di Mumbai, Bengaluru e Kolkata stanno potenziando la capacità biometrica per ridurre i tempi di attesa per gli appuntamenti durante i periodi di picco a meno di dieci giorni. Inoltre, i diritti di lavoro post-studio previsti dal programma Passeport Talent sono stati ampliati per laureati STEM e dottorandi con programmi congiunti. Una nuova obbligazione riguarda invece gli studenti che, a partire dal 1° gennaio 2026, convertiranno il visto in un permesso di soggiorno pluriennale in Francia: dovranno dimostrare un livello di francese A2, un requisito gestibile ma che chi si iscrive a corsi in inglese dovrà pianificare. Per i responsabili della mobilità aziendale, queste riforme rendono la Francia una meta più attrattiva per programmi master sponsorizzati e corsi di formazione executive di breve durata: meno passaggi burocratici per il visto, costi di conformità ridotti e opzioni di lavoro post-studio più chiare presso le filiali francesi di aziende indiane.
Fonte: Collegedunia