
Il Ministero degli Affari Interni dell’India ha silenziosamente rivisto le regole per le carte Overseas Citizen of India (OCI), eliminando uno dei principali ostacoli burocratici per i cittadini stranieri di origine indiana. A partire dal 1° aprile 2026, i richiedenti che presentano domanda per una nuova carta OCI mentre si trovano fisicamente in India non dovranno più dimostrare una residenza continua di sei mesi prima di inoltrare la documentazione. La precisazione, pubblicata l’8 aprile e evidenziata dalla stampa il 17 aprile, consente ai cittadini stranieri idonei di arrivare con qualsiasi visto valido e presentare immediatamente la domanda OCI, a condizione che dispongano della prova necessaria dell’ascendenza indiana e di un indirizzo locale.
La modifica normativa arriva insieme a una nuova struttura tariffaria: 15.000 INR per le nuove domande presentate in India (pagabili tramite vaglia cambiario) e 275 dollari USA per le domande inoltrate dall’estero. Le carte sostitutive dopo il rinnovo del passaporto costano ora 25 dollari USA, mentre le carte duplicate per smarrimento o danneggiamento hanno un costo di 100 dollari USA. È prevista una penale di 25 dollari USA se l’aggiornamento del passaporto viene effettuato oltre tre mesi dal rinnovo.
Il governo ha inoltre reso obbligatoria in modo permanente la carta digitale e-Arrival, introdotta lo scorso anno, per i titolari di OCI, eliminando il modulo cartaceo di sbarco. Per la diaspora indiana e le aziende multinazionali, l’eliminazione della regola dei sei mesi di permanenza rappresenta un importante semplificatore. Fino ad ora, dirigenti in missioni brevi o visite familiari dovevano spesso effettuare due viaggi: uno per stabilire la residenza e un secondo sei mesi dopo per presentare la domanda OCI. La nuova politica consente di unificare i due passaggi, riducendo costi di viaggio e tempi di assenza dal lavoro.
Il cambiamento dovrebbe inoltre alleggerire il carico di lavoro degli Uffici Regionali per la Registrazione degli Stranieri, che ogni anno gestivano migliaia di richieste di “prova di residenza”. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero aggiornare le loro checklist: la prova di residenza resta necessaria (conferma dell’hotel, contratto di locazione o indirizzo familiare), ma è stato eliminato il requisito della “permanenza continua”. I team HR potrebbero anche informare i dipendenti sulla nuova carta d’arrivo esclusivamente digitale e assicurarsi che i certificati di nascita dei figli siano apostillati in anticipo, poiché ora vengono scansionati durante la domanda online.
Infine, i coniugi dei titolari OCI devono ricordare di caricare una copia aggiornata del passaporto e la “dichiarazione di matrimonio” ogni volta che il passaporto cambia, un passaggio di conformità che sta ricevendo maggiore attenzione nelle verifiche online. Nel complesso, questa riforma segnala l’intenzione dell’India di rendere il percorso OCI un’alternativa più accessibile ai visti a lungo termine e di mantenere stretti legami con la diaspora di 35 milioni di persone, in un momento in cui il flusso di talenti è centrale nella diplomazia economica indiana.
La modifica normativa arriva insieme a una nuova struttura tariffaria: 15.000 INR per le nuove domande presentate in India (pagabili tramite vaglia cambiario) e 275 dollari USA per le domande inoltrate dall’estero. Le carte sostitutive dopo il rinnovo del passaporto costano ora 25 dollari USA, mentre le carte duplicate per smarrimento o danneggiamento hanno un costo di 100 dollari USA. È prevista una penale di 25 dollari USA se l’aggiornamento del passaporto viene effettuato oltre tre mesi dal rinnovo.
Il governo ha inoltre reso obbligatoria in modo permanente la carta digitale e-Arrival, introdotta lo scorso anno, per i titolari di OCI, eliminando il modulo cartaceo di sbarco. Per la diaspora indiana e le aziende multinazionali, l’eliminazione della regola dei sei mesi di permanenza rappresenta un importante semplificatore. Fino ad ora, dirigenti in missioni brevi o visite familiari dovevano spesso effettuare due viaggi: uno per stabilire la residenza e un secondo sei mesi dopo per presentare la domanda OCI. La nuova politica consente di unificare i due passaggi, riducendo costi di viaggio e tempi di assenza dal lavoro.
Il cambiamento dovrebbe inoltre alleggerire il carico di lavoro degli Uffici Regionali per la Registrazione degli Stranieri, che ogni anno gestivano migliaia di richieste di “prova di residenza”. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero aggiornare le loro checklist: la prova di residenza resta necessaria (conferma dell’hotel, contratto di locazione o indirizzo familiare), ma è stato eliminato il requisito della “permanenza continua”. I team HR potrebbero anche informare i dipendenti sulla nuova carta d’arrivo esclusivamente digitale e assicurarsi che i certificati di nascita dei figli siano apostillati in anticipo, poiché ora vengono scansionati durante la domanda online.
Infine, i coniugi dei titolari OCI devono ricordare di caricare una copia aggiornata del passaporto e la “dichiarazione di matrimonio” ogni volta che il passaporto cambia, un passaggio di conformità che sta ricevendo maggiore attenzione nelle verifiche online. Nel complesso, questa riforma segnala l’intenzione dell’India di rendere il percorso OCI un’alternativa più accessibile ai visti a lungo termine e di mantenere stretti legami con la diaspora di 35 milioni di persone, in un momento in cui il flusso di talenti è centrale nella diplomazia economica indiana.
Fonte: News24 (Hindi)
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