
Una notizia virale sui social media che sosteneva che ogni viaggiatore indiano in partenza debba ora ottenere un Certificato di Chiarimento Fiscale (ITCC) è stata smentita dal Ministero delle Finanze. Il 23 aprile, i funzionari hanno dichiarato a Moneycontrol che il requisito legale previsto dalla Sezione 420(5) della nuova Legge sull’Income Tax 2025 resta invariato e si applica solo in casi rari di evasione fiscale grave o debiti pendenti superiori a ₹10 lakh. La confusione è nata dopo la diffusione su WhatsApp di screenshot di una bozza di circolare che suggeriva controlli ITCC generalizzati negli aeroporti a partire dal 1° maggio. Il Consiglio Centrale delle Imposte Dirette ha chiarito che le liste di controllo per la partenza rimangono basate sul rischio; milioni di viaggiatori lasciano l’India ogni giorno senza dover presentare alcun modulo fiscale. Gli ufficiali incaricati devono motivare la decisione e ottenere l’approvazione del Capo Commissario Principale prima di applicare la Sezione 420(5). Le associazioni di categoria temevano un ulteriore ostacolo burocratico per il traffico MICE in uscita, già penalizzato da tariffe aeree elevate e normative sul cambio valuta. Questo chiarimento dovrebbe tranquillizzare i viaggiatori in vista del picco estivo. Gli operatori turistici avevano segnalato un aumento di richieste last-minute relative all’ITCC e minacce di cancellazione. In pratica, nulla cambia per i viaggiatori comuni o per i dirigenti d’azienda: basta avere passaporto, visto e carta d’imbarco validi per partire. Le autorità fiscali consigliano di mantenere attivo il numero di cellulare collegato al PAN; in caso di inserimento in una lista di controllo, gli ufficiali contatteranno il viaggiatore con largo anticipo rispetto alla partenza.
Fonte: Moneycontrol