
Il 1° maggio 2026, l’Alta Corte di Madrid (Audiencia Provincial) ha annullato un rifiuto amministrativo del 2024 e ha ordinato al Ministero della Giustizia di concedere la cittadinanza spagnola a Florinda V., cittadina peruviana che ha dimostrato discendenza sefardita. La sentenza rappresenta una delle prime vittorie per i richiedenti dopo una serie di dinieghi applicati dalla legge del 2015, che offre la naturalizzazione tramite “carta de naturaleza” ai discendenti degli ebrei espulsi dalla Spagna nel 1492. Il tribunale ha riconosciuto che i rapporti genealogici di Florinda, rilasciati dalla Comunità Ebraica di Lima e verificati da certificati notarili internazionali, soddisfacevano la soglia probatoria richiesta. Inoltre, ha stabilito che il superamento degli esami culturali dell’Istituto Cervantes e i due anni di volontariato presso un’ONG spagnola a Cusco costituiscono “legami speciali” con la Spagna. I giudici hanno inoltre criticato i criteri incoerenti applicati dalla Direzione Generale per la Sicurezza Giuridica, evidenziando come membri della stessa famiglia abbiano ricevuto decisioni divergenti. Gli avvocati ritengono che questa sentenza possa riaccendere le speranze per migliaia di casi sefarditi pendenti, molti provenienti dall’America Latina, rimasti bloccati da quando le autorità hanno inasprito gli standard nel 2022. Le società specializzate in mobilità internazionale dovrebbero prepararsi a un aumento delle richieste di assistenza per il trasferimento da parte dei richiedenti accolti, non appena si smaltiranno gli arretrati. La decisione solleva anche interrogativi sulla distribuzione delle risorse: il Ministero degli Esteri spagnolo ha recentemente rivelato che i consolati hanno assunto oltre 650 collaboratori temporanei quest’anno per gestire 2,5 milioni di pratiche di cittadinanza sotto vari statuti di memoria storica. I team HR aziendali con manager di origine sefardita nelle filiali spagnole potrebbero voler segnalare la sentenza, poiché fratelli o coniugi potrebbero vedere rafforzate le proprie domande. Infine, il caso evidenzia la complessità legale dei programmi di naturalizzazione basati sull’eredità culturale a livello globale. La Spagna starebbe valutando la proposta italiana del 2026 per un tetto massimo di cittadinanze, per evitare future ondate di richieste, ma l’ordinanza di ieri dimostra che il controllo giudiziario resterà un potente freno all’autonomia amministrativa.
Fonte: Infobae
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