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La Corte Suprema esaminerà la sfida alla fine del TPS per haitiani e siriani

mag 3, 2026
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La Corte Suprema esaminerà la sfida alla fine del TPS per haitiani e siriani
La Corte Suprema degli Stati Uniti ascolterà mercoledì prossimo le arringhe orali in due casi unificati che potrebbero concedere al presidente Trump un ampio potere per terminare lo Status di Protezione Temporanea (TPS) per oltre 150.000 stranieri. La questione centrale è se i tribunali possano esaminare — e ancor meno annullare — la decisione del Segretario per la Sicurezza Interna secondo cui le condizioni in Haiti e Siria non giustificano più la protezione umanitaria. Il Procuratore Generale del Kansas, Kris Kobach, ha presentato un parere amicus curiae invitando la Corte a permettere all’amministrazione di porre fine al TPS, definendo il programma trentennale una “amnistia di fatto”. Creato dal Congresso nel 1990, il TPS consente a persone provenienti da paesi colpiti da guerra, disastri naturali o altre crisi straordinarie di vivere e lavorare legalmente negli Stati Uniti per periodi rinnovabili di 18 mesi. Nel corso degli anni, datori di lavoro nei settori dell’edilizia, della sanità e dell’ospitalità si sono affidati ai titolari di TPS residenti da lungo tempo come parte integrante della loro forza lavoro. L’amministrazione Trump sostiene che la legge esclude il controllo giudiziario sulle decisioni di cessazione e afferma che le sue valutazioni interne — avallate dal Dipartimento di Stato — dimostrano che Haiti e Siria possono accogliere in sicurezza i rimpatriati. Gli attivisti per i diritti degli immigrati replicano che il DHS ha saltato le consultazioni obbligatorie e ha ignorato l’instabilità persistente, inclusa la capitale haitiana controllata dalle gang e la guerra civile in corso in Siria. Accusano inoltre l’amministrazione di pregiudizi razziali, citando commenti offensivi passati del presidente su paesi non europei. I tribunali inferiori hanno temporaneamente bloccato le cessazioni, ma l’atteggiamento sempre più deferente dei giudici verso i poteri esecutivi in materia di immigrazione rende incerto l’esito. Se la Corte darà ragione all’amministrazione, haitiani e siriani potrebbero perdere l’autorizzazione al lavoro entro sei mesi, scatenando licenziamenti di massa, complicazioni nella verifica I-9 e disagi nelle comunità di stati come Florida, New York e Michigan. Le multinazionali che impiegano titolari di TPS nei settori IT, della lavorazione alimentare e dell’assistenza agli anziani stanno già pianificando contromisure, tra cui accelerare le domande PERM e trasferimenti interni in Canada o Messico. Al contrario, una sentenza favorevole ai ricorrenti rafforzerebbe il controllo giudiziario, rallenterebbe le future riduzioni del TPS e preserverebbe una forza lavoro che, secondo gli economisti, contribuisce con 9 miliardi di dollari al PIL annuo. La decisione — attesa entro fine giugno — indicherà anche come la Corte potrebbe affrontare le prossime sfide all’agenda migratoria più ampia dell’amministrazione, comprese le nuove espansioni del divieto di viaggio e le operazioni di deportazione di massa annunciate all’inizio dell’anno.
Fonte: KCUR / NPR

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