
Nuovi dati Eurostat pubblicati il 3 maggio rivelano che l’Irlanda ha concesso lo status di rifugiato o protezione sussidiaria a 5.085 persone nel 2025, il totale annuo più alto mai registrato, con un aumento dell’8% rispetto al 2024. Mentre nella maggior parte degli Stati membri dell’UE si è registrato un calo a doppia cifra nelle decisioni positive sulle domande di asilo lo scorso anno, l’Irlanda è salita dall’11° al 9° posto in termini assoluti, con un tasso di concessione del 63,4%, ben al di sopra della media UE del 39,1%. I beneficiari provengono da oltre 40 paesi, con Nicaragua, Myanmar, Eswatini, Sudan e Somalia in cima alla classifica, con tassi di successo superiori al 90%. I dati mostrano inoltre un record di 145 minori non accompagnati che hanno ottenuto protezione nella Repubblica. Al contrario, i richiedenti provenienti da Albania, India, Brasile, Marocco ed Egitto hanno ottenuto protezione in meno di un caso su cinque. L’Irish Examiner sottolinea che questi numeri arrivano mentre il Governo si prepara a implementare la nuova Legge sulla Protezione Internazionale 2026, che punta ad accelerare le decisioni di primo grado e i ricorsi, riducendo al contempo i costi di accoglienza. I critici avvertono che scadenze procedurali più rigide potrebbero involontariamente ridurre l’alto tasso di concessione irlandese. Per i datori di lavoro, le statistiche indicano che l’Irlanda resta una destinazione relativamente favorevole per chi fugge dalla persecuzione, soprattutto da alcune regioni ad alto rischio. I team HR potrebbero quindi registrare una domanda continua di visti per ricongiungimento familiare e soggiorni di lunga durata legati allo status di protezione. Le organizzazioni che ospitano distacchi umanitari dovrebbero prepararsi a procedure potenzialmente più rapide, ma forse più rigorose, una volta che i tempi previsti dalla nuova legge entreranno in vigore entro la fine dell’anno. I dati evidenziano anche la crescente diversità del mercato del lavoro irlandese: oltre 1.200 beneficiari di protezione sono entrati direttamente nel mondo del lavoro nel 2025, concentrandosi nei settori sanitario, della lavorazione alimentare e della logistica, che soffrono di carenze croniche di competenze. I responsabili della mobilità sono invitati a monitorare i regolamenti attuativi in arrivo, che chiariranno le norme sui permessi di lavoro per i nuovi titolari di status.
Fonte: Irish Examiner
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