
In una mossa che modernizzerà significativamente la tecnologia per la sicurezza alle frontiere, il Consiglio Federale svizzero ha fissato il 12 giugno 2026 come data di avvio per l’Ordinanza sull’Interoperabilità dei Sistemi Informativi Schengen-Dublino (O-IOSD). Una volta operativo, polizia, guardia di frontiera e autorità migratorie svizzere potranno interrogare simultaneamente più banche dati UE – dal Sistema Informativo Visti (VIS) al futuro Sistema di Entrata/Uscita (EES) – grazie a un nuovo Portale di Ricerca Europeo e a servizi condivisi di confronto biometrico. Attualmente, gli agenti devono accedere a ogni sistema separatamente, rallentando i controlli d’identità e aumentando il rischio di non rilevare allerte di divieto di viaggio.
L’UE lavora dal 2019 a un’architettura a quattro pilastri (ESP, CIR, sBMS e MID) per integrare le sue banche dati; la nuova ordinanza svizzera fornisce la base giuridica interna per connettersi a questa struttura. La decisione del Consiglio modifica anche l’ordinanza OASA e quella VIS per garantire che gli standard svizzeri di protezione dei dati e controllo degli accessi siano allineati al quadro normativo di Bruxelles.
I vantaggi per gli operatori della mobilità sono doppi. In primo luogo, controlli più rapidi alle frontiere dovrebbero ridurre i tempi di attesa per i viaggiatori d’affari negli aeroporti di Zurigo, Ginevra e Basilea, una volta che l’UE introdurrà l’EES biometrico dalla fine del 2026. In secondo luogo, il rilevatore di identità multiple (MID) renderà più difficile per i malintenzionati abusare di passaporti smarriti o usare alias, rafforzando la fiducia nel modello “viaggiatore affidabile” degli e-gate Schengen.
Tuttavia, l’ordinanza introduce anche regole più severe su chi può correggere o cancellare i dati. Le aziende che sponsorizzano richieste di permessi di lavoro o organizzano grandi eventi aziendali dovranno garantire l’accuratezza delle informazioni caricate – come i numeri di passaporto per le lettere di gruppo per i visti. Errori potrebbero propagarsi tra le banche dati interconnesse e generare falsi allarmi.
L’implementazione sarà graduale fino al 2028. La Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) sta già formando il personale e i partner del settore sulla nuova interfaccia di ricerca. Le multinazionali dovrebbero seguire le indicazioni della SEM e prepararsi a brevi interruzioni pilota a giugno durante il passaggio ai nuovi sistemi.
L’UE lavora dal 2019 a un’architettura a quattro pilastri (ESP, CIR, sBMS e MID) per integrare le sue banche dati; la nuova ordinanza svizzera fornisce la base giuridica interna per connettersi a questa struttura. La decisione del Consiglio modifica anche l’ordinanza OASA e quella VIS per garantire che gli standard svizzeri di protezione dei dati e controllo degli accessi siano allineati al quadro normativo di Bruxelles.
I vantaggi per gli operatori della mobilità sono doppi. In primo luogo, controlli più rapidi alle frontiere dovrebbero ridurre i tempi di attesa per i viaggiatori d’affari negli aeroporti di Zurigo, Ginevra e Basilea, una volta che l’UE introdurrà l’EES biometrico dalla fine del 2026. In secondo luogo, il rilevatore di identità multiple (MID) renderà più difficile per i malintenzionati abusare di passaporti smarriti o usare alias, rafforzando la fiducia nel modello “viaggiatore affidabile” degli e-gate Schengen.
Tuttavia, l’ordinanza introduce anche regole più severe su chi può correggere o cancellare i dati. Le aziende che sponsorizzano richieste di permessi di lavoro o organizzano grandi eventi aziendali dovranno garantire l’accuratezza delle informazioni caricate – come i numeri di passaporto per le lettere di gruppo per i visti. Errori potrebbero propagarsi tra le banche dati interconnesse e generare falsi allarmi.
L’implementazione sarà graduale fino al 2028. La Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) sta già formando il personale e i partner del settore sulla nuova interfaccia di ricerca. Le multinazionali dovrebbero seguire le indicazioni della SEM e prepararsi a brevi interruzioni pilota a giugno durante il passaggio ai nuovi sistemi.
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