
I servizi legali del Governo spagnolo (Abogacía del Estado) hanno formalmente chiesto alla Corte Suprema di respingere le istanze volte a sospendere il Real Decreto del 14 aprile, che istituisce una regolarizzazione straordinaria per circa mezzo milione di cittadini non appartenenti all’UE già residenti in Spagna prima del 1° gennaio 2026. In un documento di 42 pagine presentato lunedì 11 maggio, gli avvocati dello Stato sostengono che la sospensione cautelare richiesta da cinque ricorrenti — tra cui la Comunità di Madrid e il partito politico Vox — causerebbe “danni gravi e irreversibili” sia ai beneficiari sia all’interesse pubblico. Il Governo sottolinea che le persone interessate dal decreto già usufruiscono dei servizi pubblici, quindi la loro regolarizzazione permetterà semplicemente di lavorare formalmente, pagare le tasse e contribuire alla sicurezza sociale, aumentando le entrate pubbliche anziché gravare sui sistemi di welfare. Si evidenzia inoltre che, qualora il decreto venisse in futuro annullato, i permessi di soggiorno potrebbero essere revocati, evitando così la creazione di situazioni irreversibili — uno dei criteri chiave per la sospensione cautelare. I gruppi imprenditoriali che dipendono da manodopera stagionale o poco qualificata, soprattutto nei settori dell’agricoltura, dell’ospitalità e della logistica, seguono con attenzione l’evolversi della vicenda. Se la regolarizzazione procederà, i datori di lavoro avranno accesso a una forza lavoro consistente e immediatamente disponibile all’inizio della stagione estiva, alleviando le difficoltà di reclutamento e riducendo la dipendenza da canali di lavoro irregolare, che comportano rischi di conformità e reputazione. Gli avvocati specializzati in immigrazione interpretano il deposito del documento come un segnale che il Governo intende difendere il programma “fino all’ultima istanza legale” e hanno consigliato ai responsabili della mobilità aziendale di preparare la documentazione con anticipo; nelle precedenti amnistie, le finestre di presentazione delle domande si sono saturate nelle settimane finali. Le aziende con personale distaccato in Spagna potrebbero voler comunicare proattivamente con i dipendenti idonei, dato che la scadenza per le domande è il 30 giugno 2026. La Corte Suprema ha fissato un’udienza pubblica per il 13 maggio per esaminare le richieste di sospensione; è attesa una sentenza rapida. Qualunque sia l’esito, il dibattito evidenzia la svolta della Spagna verso la regolarizzazione dei residenti di lungo periodo senza autorizzazione — una tendenza che potrebbe rimodellare il mercato del lavoro e l’ambiente normativo del Paese per gli anni a venire.
Fonte: El País
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