
Marga Prohens, presidente delle Isole Baleari in Spagna, ha utilizzato il suo discorso per la Giornata dell’Europa a Palma l’8 maggio per chiedere una “collaborazione molto più stretta con l’Unione Europea” al fine di aiutare l’arcipelago a gestire l’aumento degli arrivi via mare su piccole imbarcazioni. Negli ultimi mesi, Salvamento Marítimo ha intercettato decine di pateras al largo delle coste di Ibiza, Formentera e Maiorca, mettendo sotto forte pressione i centri di accoglienza, progettati più per il turismo che per un triage umanitario. Prohens ha sottolineato che la rotta migratoria nel Mediterraneo non riguarda più solo le Canarie o l’Andalusia, avvertendo che la geografia frammentata delle isole lascia le forze di polizia locali e la guardia costiera “al limite delle loro capacità”.
Il suo appello arriva dopo una serie di dati preoccupanti: a metà aprile 2026, 604 migranti – di cui 147 minori non accompagnati – erano già sbarcati nella regione a bordo di 44 imbarcazioni, secondo il conteggio del governo balearico. Nonostante gli arrivi irregolari a livello nazionale siano diminuiti del 61% quest’anno, i passaggi verso le Baleari sono aumentati, con i trafficanti di esseri umani che sperimentano nuove rotte più brevi via mare dall’Algeria. Le autorità locali hanno dichiarato un’“emergenza migratoria”, investendo 6,7 milioni di euro in tende di accoglienza temporanee nei porti di Palma, Ibiza e Formentera, ma la capacità è di nuovo vicina al limite.
Dal punto di vista economico e della mobilità, la situazione delle Baleari è cruciale, essendo il secondo principale punto d’ingresso turistico della Spagna dopo la Catalogna. I flussi di passeggeri negli aeroporti stanno già tornando ai livelli pre-pandemia, ma gli albergatori temono che le immagini ricorrenti delle operazioni della guardia costiera sulle spiagge più frequentate possano scoraggiare i visitatori con maggiore capacità di spesa. Anche le aziende che trasferiscono personale nei vivaci cluster tecnologici e nautici di Maiorca segnalano tempi di attesa più lunghi per ottenere il numero NIE e appuntamenti per la residenza, poiché la polizia destina risorse all’elaborazione delle richieste d’asilo.
Le opzioni sul tavolo includono un centro di pattugliamento Frontex dedicato a Palma e trasferimenti rapidi dei minori non accompagnati verso strutture di protezione minorile sulla terraferma, idee già proposte dal Ministero dell’Interno ma ancora senza finanziamenti. Prohens chiede che il prossimo Consiglio Giustizia e Affari Interni destini fondi extra dal Border Management Fund per i territori insulari e che gli agenti balearici possano accedere in tempo reale al nuovo sistema europeo di ingresso/uscita (EES) per completare i controlli d’identità direttamente in mare. Resta da vedere se Madrid e Bruxelles accoglieranno queste richieste, ma il discorso segnala che il controllo migratorio, più che la promozione di sole, spiagge e mare, potrebbe dominare l’agenda delle isole quest’estate.
Il suo appello arriva dopo una serie di dati preoccupanti: a metà aprile 2026, 604 migranti – di cui 147 minori non accompagnati – erano già sbarcati nella regione a bordo di 44 imbarcazioni, secondo il conteggio del governo balearico. Nonostante gli arrivi irregolari a livello nazionale siano diminuiti del 61% quest’anno, i passaggi verso le Baleari sono aumentati, con i trafficanti di esseri umani che sperimentano nuove rotte più brevi via mare dall’Algeria. Le autorità locali hanno dichiarato un’“emergenza migratoria”, investendo 6,7 milioni di euro in tende di accoglienza temporanee nei porti di Palma, Ibiza e Formentera, ma la capacità è di nuovo vicina al limite.
Dal punto di vista economico e della mobilità, la situazione delle Baleari è cruciale, essendo il secondo principale punto d’ingresso turistico della Spagna dopo la Catalogna. I flussi di passeggeri negli aeroporti stanno già tornando ai livelli pre-pandemia, ma gli albergatori temono che le immagini ricorrenti delle operazioni della guardia costiera sulle spiagge più frequentate possano scoraggiare i visitatori con maggiore capacità di spesa. Anche le aziende che trasferiscono personale nei vivaci cluster tecnologici e nautici di Maiorca segnalano tempi di attesa più lunghi per ottenere il numero NIE e appuntamenti per la residenza, poiché la polizia destina risorse all’elaborazione delle richieste d’asilo.
Le opzioni sul tavolo includono un centro di pattugliamento Frontex dedicato a Palma e trasferimenti rapidi dei minori non accompagnati verso strutture di protezione minorile sulla terraferma, idee già proposte dal Ministero dell’Interno ma ancora senza finanziamenti. Prohens chiede che il prossimo Consiglio Giustizia e Affari Interni destini fondi extra dal Border Management Fund per i territori insulari e che gli agenti balearici possano accedere in tempo reale al nuovo sistema europeo di ingresso/uscita (EES) per completare i controlli d’identità direttamente in mare. Resta da vedere se Madrid e Bruxelles accoglieranno queste richieste, ma il discorso segnala che il controllo migratorio, più che la promozione di sole, spiagge e mare, potrebbe dominare l’agenda delle isole quest’estate.
Fonte: Europa Press
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