
In un ulteriore segnale di rafforzamento dei rapporti tra Brasilia e Pechino, il Ministero degli Affari Esteri brasiliano ha confermato il 14 maggio 2026 l’entrata in vigore di un accordo reciproco di esenzione dal visto per soggiorni fino a 30 giorni con la Repubblica Popolare Cinese. Il regolamento, pubblicato il 7 maggio ed efficace dall’11 maggio, consente ai titolari di passaporti ordinari cinesi di entrare in Brasile senza visto per turismo, affari, transito, attività culturali, artistiche e sportive fino al 31 dicembre 2026. In cambio, i cittadini brasiliani godono dell’esenzione dal visto per la Cina dal maggio 2025. La misura è esplicitamente temporanea e basata sulla reciprocità. Non sarà possibile estendere il soggiorno oltre i 30 giorni iniziali all’interno del Brasile; chi necessita di una permanenza più lunga o intende svolgere attività lavorative retribuite deve richiedere il visto appropriato presso un consolato brasiliano all’estero. Il Ministero degli Esteri ha sottolineato che nulla nel decreto modifica le normative del Ministero del Lavoro riguardanti incarichi retribuiti, lavoro tecnico o residenza a lungo termine. Le autorità turistiche brasiliane stimano che gli arrivi di turisti cinesi siano cresciuti del 28% nel 2025, superando i 103.000 visitatori e generando 680 milioni di real (132 milioni di dollari USA) in spese dirette. Il Ministero del Turismo prevede che l’abolizione delle tariffe per il visto possa far superare i 150.000 arrivi nel 2026, favorendo l’aumento delle frequenze aeree su rotte come San Paolo–Shanghai e Rio de Janeiro–Pechino. Le camere di commercio locali si aspettano inoltre che la maggiore facilità di mobilità acceleri le trattative nei settori dell’agroindustria, delle energie rinnovabili e delle infrastrutture, dove gli investimenti cinesi sono già rilevanti. Per le aziende brasiliane che ospitano dirigenti cinesi, l’annuncio elimina un importante ostacolo amministrativo ma non le obbligazioni di conformità. Gli sponsor devono ancora emettere lettere di invito quando richieste, registrare i visitatori nel sistema di e-migrazione della polizia entro 24 ore dall’arrivo se il soggiorno supera le 24 ore, e garantire che le attività rimangano strettamente non retribuite. Le imprese stanno quindi rivedendo i flussi interni di approvazione dei viaggi per distinguere tra trasferte di breve durata e progetti che richiedono permessi di lavoro. I responsabili dei viaggi devono aggiornare immediatamente gli strumenti di prenotazione affinché i cittadini cinesi non vengano più invitati a fornire la ricevuta dell’eVisa. Le compagnie aeree hanno iniziato a segnalare la modifica nei loro database Timatic, ma segnalazioni aneddotiche dagli aeroporti di Guarulhos e Galeão indicano che alcuni operatori a terra — e persino alcune app delle compagnie — richiedono ancora documentazione obsoleta. I team di mobilità sono invitati a informare i viaggiatori di portare con sé una copia stampata del decreto presidenziale fino a quando i sistemi non saranno completamente aggiornati.
Fonte: Bem Paraná