
Il 10 maggio 2026 lo studio legale specializzato in immigrazione di San Paolo, ZS Advogados, ha pubblicato una guida aggiornata per i professionisti sul visto Digital Nomad per il Brasile (VITEM XIV), integrando le più recenti modifiche alla Risoluzione Normativa 45/2021 e la nuova interfaccia elettronica per le domande, lanciata in sordina dal Ministero della Giustizia ad aprile. L’aggiornamento chiarisce tre punti pratici che avevano creato incertezza tra i responsabili della mobilità internazionale.
Innanzitutto, la prova del reddito può ora essere fornita tramite estratti conto bancari degli ultimi sei mesi oppure con una dichiarazione dei redditi annuale consolidata, purché dimostri un reddito mensile minimo di 1.400 dollari USA o risparmi pari a 17.000 dollari. In secondo luogo, i familiari a carico possono presentare le domande “piggy-back” interamente online una volta ottenuto il numero di protocollo della Polizia Federale del richiedente principale, eliminando così la necessità di un secondo appuntamento consolare. Terzo, i richiedenti che entrano in Brasile senza visto (o con il prossimo e-Visa per cittadini USA, australiani e canadesi) possono ora convertire il loro status in Digital Nomad direttamente nel paese, senza dover uscire e rientrare, a condizione che la richiesta online venga presentata entro 30 giorni dall’arrivo.
Dietro le quinte, il Consiglio Nazionale per l’Immigrazione (CNIg) ha comunicato alle associazioni di settore l’intenzione di pubblicare entro l’anno un’ordinanza consolidata che riunirà i visti Digital Nomad, Start-up e Tech-Talent sotto un unico capitolo dedicato alle “attività produttive da remoto”. Questa mossa mira a semplificare la conformità per le aziende che ruotano team in Brasile per brevi sprint di innovazione o incarichi di lavoro ibrido. Tuttavia, le imprese devono continuare a monitorare gli obblighi fiscali municipali: secondo le regole del cosiddetto nexus economico, un datore di lavoro estero con più di 183 giorni-persona di lavoro remoto annuo in Brasile potrebbe essere considerato come avente una stabile organizzazione tassabile.
Per i team HR e di mobilità globale, le nuove indicazioni arrivano al momento giusto. L’interesse per il Brasile come base per team distribuiti è cresciuto notevolmente da quando il real è sceso sotto i 5 reais per dollaro, rendendo gli assegni per il costo della vita molto competitivi rispetto a Città del Messico, Lisbona o Madrid. ZS Advogados stima che le consulenze settimanali sul visto Digital Nomad siano raddoppiate da gennaio, con una domanda trainata da clienti nei settori gaming, fintech e creativo. Le aziende sono invitate a prevedere almeno sei settimane nei loro piani di progetto per far fronte ai ritardi nella programmazione della Polizia Federale in hub come San Paolo e Florianópolis.
Consiglio pratico: i richiedenti devono caricare scansioni a colori non superiori a 5 MB ciascuna; i file che superano questo limite restano la principale causa di rifiuto “per motivi tecnici”. I responsabili della mobilità devono inoltre ricordare ai viaggiatori che le polizze di assicurazione sanitaria privata locali devono coprire tutti e 26 gli stati più il Distretto Federale, un requisito che i consolati verificano sempre più spesso prima di apporre il visto. La mancata dimostrazione di una copertura nazionale ha già causato diversi rifiuti in questo trimestre, secondo gli esperti del settore.
Innanzitutto, la prova del reddito può ora essere fornita tramite estratti conto bancari degli ultimi sei mesi oppure con una dichiarazione dei redditi annuale consolidata, purché dimostri un reddito mensile minimo di 1.400 dollari USA o risparmi pari a 17.000 dollari. In secondo luogo, i familiari a carico possono presentare le domande “piggy-back” interamente online una volta ottenuto il numero di protocollo della Polizia Federale del richiedente principale, eliminando così la necessità di un secondo appuntamento consolare. Terzo, i richiedenti che entrano in Brasile senza visto (o con il prossimo e-Visa per cittadini USA, australiani e canadesi) possono ora convertire il loro status in Digital Nomad direttamente nel paese, senza dover uscire e rientrare, a condizione che la richiesta online venga presentata entro 30 giorni dall’arrivo.
Dietro le quinte, il Consiglio Nazionale per l’Immigrazione (CNIg) ha comunicato alle associazioni di settore l’intenzione di pubblicare entro l’anno un’ordinanza consolidata che riunirà i visti Digital Nomad, Start-up e Tech-Talent sotto un unico capitolo dedicato alle “attività produttive da remoto”. Questa mossa mira a semplificare la conformità per le aziende che ruotano team in Brasile per brevi sprint di innovazione o incarichi di lavoro ibrido. Tuttavia, le imprese devono continuare a monitorare gli obblighi fiscali municipali: secondo le regole del cosiddetto nexus economico, un datore di lavoro estero con più di 183 giorni-persona di lavoro remoto annuo in Brasile potrebbe essere considerato come avente una stabile organizzazione tassabile.
Per i team HR e di mobilità globale, le nuove indicazioni arrivano al momento giusto. L’interesse per il Brasile come base per team distribuiti è cresciuto notevolmente da quando il real è sceso sotto i 5 reais per dollaro, rendendo gli assegni per il costo della vita molto competitivi rispetto a Città del Messico, Lisbona o Madrid. ZS Advogados stima che le consulenze settimanali sul visto Digital Nomad siano raddoppiate da gennaio, con una domanda trainata da clienti nei settori gaming, fintech e creativo. Le aziende sono invitate a prevedere almeno sei settimane nei loro piani di progetto per far fronte ai ritardi nella programmazione della Polizia Federale in hub come San Paolo e Florianópolis.
Consiglio pratico: i richiedenti devono caricare scansioni a colori non superiori a 5 MB ciascuna; i file che superano questo limite restano la principale causa di rifiuto “per motivi tecnici”. I responsabili della mobilità devono inoltre ricordare ai viaggiatori che le polizze di assicurazione sanitaria privata locali devono coprire tutti e 26 gli stati più il Distretto Federale, un requisito che i consolati verificano sempre più spesso prima di apporre il visto. La mancata dimostrazione di una copertura nazionale ha già causato diversi rifiuti in questo trimestre, secondo gli esperti del settore.
Fonte: ZS Advogados
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