
A meno di 48 ore dall’entrata in vigore della nuova normativa, la Gazzetta Ufficiale del Brasile ha pubblicato l’ordinanza interministeriale che concede l’ingresso senza visto ai cittadini cinesi dall’11 maggio al 31 dicembre 2026. Il quotidiano finanziario Yicai/First Financial ha evidenziato la misura nel suo riepilogo del 9 maggio, sottolineando che questa deroga rappresenta la risposta del Brasile all’accesso senza visto unilaterale concesso dalla Cina ai brasiliani a partire dal 2025.
Secondo l’ordinanza, i titolari di passaporti ordinari cinesi possono entrare in Brasile per turismo, affari, transito, attività culturali o sportive per un massimo di 30 giorni per viaggio (fino a 90 giorni complessivi in un periodo di 12 mesi). Il soggiorno non può essere prorogato localmente e il lavoro rimane vietato. I consolati brasiliani a Pechino, Shanghai e Guangzhou hanno cessato di accettare domande per visti di breve durata, indirizzando i viaggiatori con necessità di attività retribuite a lungo termine verso le categorie di lavoro temporaneo già esistenti.
Le compagnie aeree si stanno affrettando a cogliere l’opportunità: LATAM ha richiesto un ulteriore volo settimanale San Paolo–Pechino via Madrid a partire dal 3 luglio, mentre China Southern prevede di convertire il suo cargo Guangzhou–San Paolo in servizio passeggeri durante il picco della Golden Week. La piattaforma di viaggi Qunar segnala un aumento del 210% nelle ricerche di voli verso il Brasile rispetto alla settimana precedente, e il gruppo alberghiero Accor riferisce un incremento del 35% nelle prenotazioni anticipate per le sue strutture a Rio da parte di clienti cinesi dopo la firma del decreto.
Per gli esportatori brasiliani e il settore MICE (meetings, incentives, conferences, exhibitions), una maggiore facilità di mobilità dovrebbe tradursi rapidamente in nuovi affari. Il Brazil-China Business Council prevede che la spesa dei visitatori cinesi possa superare i livelli pre-pandemia del 2019 (250 milioni di dollari USA) già nel quarto trimestre del 2026.
Le aziende devono però informare i viaggiatori sull’obbligo di ingresso biometrico introdotto lo scorso anno; sono state segnalate lunghe code a São Paulo-Guarulhos quando più voli wide-body atterrano contemporaneamente. I team HR che trasferiscono manager cinesi per supervisionare filiali brasiliane devono ancora organizzare i visti di lavoro appropriati. Gli avvocati specializzati in immigrazione consigliano di presentare le richieste di autorizzazione al lavoro prima del picco stagionale di luglio/agosto, quando i tempi di elaborazione del Ministero del Lavoro tendono a raddoppiare.
Secondo l’ordinanza, i titolari di passaporti ordinari cinesi possono entrare in Brasile per turismo, affari, transito, attività culturali o sportive per un massimo di 30 giorni per viaggio (fino a 90 giorni complessivi in un periodo di 12 mesi). Il soggiorno non può essere prorogato localmente e il lavoro rimane vietato. I consolati brasiliani a Pechino, Shanghai e Guangzhou hanno cessato di accettare domande per visti di breve durata, indirizzando i viaggiatori con necessità di attività retribuite a lungo termine verso le categorie di lavoro temporaneo già esistenti.
Le compagnie aeree si stanno affrettando a cogliere l’opportunità: LATAM ha richiesto un ulteriore volo settimanale San Paolo–Pechino via Madrid a partire dal 3 luglio, mentre China Southern prevede di convertire il suo cargo Guangzhou–San Paolo in servizio passeggeri durante il picco della Golden Week. La piattaforma di viaggi Qunar segnala un aumento del 210% nelle ricerche di voli verso il Brasile rispetto alla settimana precedente, e il gruppo alberghiero Accor riferisce un incremento del 35% nelle prenotazioni anticipate per le sue strutture a Rio da parte di clienti cinesi dopo la firma del decreto.
Per gli esportatori brasiliani e il settore MICE (meetings, incentives, conferences, exhibitions), una maggiore facilità di mobilità dovrebbe tradursi rapidamente in nuovi affari. Il Brazil-China Business Council prevede che la spesa dei visitatori cinesi possa superare i livelli pre-pandemia del 2019 (250 milioni di dollari USA) già nel quarto trimestre del 2026.
Le aziende devono però informare i viaggiatori sull’obbligo di ingresso biometrico introdotto lo scorso anno; sono state segnalate lunghe code a São Paulo-Guarulhos quando più voli wide-body atterrano contemporaneamente. I team HR che trasferiscono manager cinesi per supervisionare filiali brasiliane devono ancora organizzare i visti di lavoro appropriati. Gli avvocati specializzati in immigrazione consigliano di presentare le richieste di autorizzazione al lavoro prima del picco stagionale di luglio/agosto, quando i tempi di elaborazione del Ministero del Lavoro tendono a raddoppiare.
Fonte: First Financial / Eastmoney
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