
Le autorità sanitarie brasiliane hanno reagito rapidamente per rafforzare il controllo delle malattie nel paese, dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda come Emergenza Sanitaria Pubblica di Interesse Internazionale (PHEIC). Martedì 2 giugno, l’Agenzia Nazionale di Vigilanza Sanitaria (Anvisa) ha pubblicato la Normativa Istruttiva (IN) 448/2026, aggiornando le misure sanitarie temporanee da osservare in tutti i porti e aeroporti internazionali brasiliani.
Sebbene le autorità sottolineino che il rischio di importazione di Ebola sia basso, la revisione mantiene il sistema in stato di alta allerta e allinea le procedure nazionali alle ultime indicazioni dell’OMS e dell’Organizzazione Panamericana della Sanità. Secondo la nuova normativa, gli aeroporti con arrivi internazionali programmati devono installare banner ben visibili nelle sale arrivi, che illustrino i sintomi dell’Ebola, i periodi di incubazione e la necessità di cercare immediatamente assistenza medica in caso di malessere.
Gli operatori aerei sono stati inoltre incaricati di aggiornare gli annunci a bordo riguardanti il morbillo e di mantenere attivi i canali di segnalazione per passeggeri malati. Non sono previste quarantene o divieti di ingresso, una scelta volta a evitare le interruzioni commerciali e di viaggio tipiche dell’era COVID-19, pur conferendo agli ufficiali di frontiera l’autorità legale per intensificare i controlli qualora la situazione regionale peggiorasse.
Per i team di mobilità globale e viaggi aziendali, il punto più pratico è che i dipendenti in arrivo dall’Africa potrebbero essere sottoposti a controlli visivi e interrogatori aggiuntivi, soprattutto se il loro itinerario includeva scali nell’Africa Centrale o Orientale. I responsabili della mobilità dovrebbero rivedere i protocolli di duty of care per assicurarsi che i viaggiatori sappiano come auto-segnalare i sintomi e aggiornare i flussi di approvazione dei viaggi affinché vengano forniti briefing medici prima della partenza.
Le aziende brasiliane operanti nel bacino del Congo o con progetti nei paesi limitrofi dovrebbero inoltre rivedere le polizze di assicurazione per l’evacuazione medica e confermare quali ospedali di riferimento brasiliani siano autorizzati a gestire casi sospetti di Ebola. L’avviso di Anvisa mantiene invariata la lista delle malattie sotto sorveglianza rafforzata in Brasile — attualmente Ebola, morbillo e poliomielite. L’agenzia ha confermato che il Brasile continua a rispettare i requisiti fondamentali del Regolamento Sanitario Internazionale e che i certificati di vaccinazione contro la febbre gialla e la piattaforma digitale del Certificato Internazionale di Vaccinazione (CIVP) restano validi per la verifica transfrontaliera.
In termini pratici, i viaggiatori non dovranno affrontare nuova documentazione, ma le aziende potrebbero voler ricordare ai dipendenti e ai loro familiari che le regole esistenti su vaccinazioni e dichiarazioni sanitarie saranno applicate con maggiore rigore ai punti di ingresso. Guardando al futuro, gli stakeholder di viaggi e trasferimenti dovrebbero monitorare i successivi comunicati di Anvisa. L’IN 448/2026 conferisce all’autorità sanitaria il potere di introdurre controlli della temperatura, triage visivi o schede sanitarie obbligatorie con breve preavviso, qualora il quadro epidemiologico peggiori.
Considerando il ruolo del Brasile come hub per i voli tra Africa e Sud America, una comunicazione proattiva con i viaggiatori e una pianificazione di contingenza per eventuali ritardi durante gli scali saranno fondamentali nelle prossime settimane.
Sebbene le autorità sottolineino che il rischio di importazione di Ebola sia basso, la revisione mantiene il sistema in stato di alta allerta e allinea le procedure nazionali alle ultime indicazioni dell’OMS e dell’Organizzazione Panamericana della Sanità. Secondo la nuova normativa, gli aeroporti con arrivi internazionali programmati devono installare banner ben visibili nelle sale arrivi, che illustrino i sintomi dell’Ebola, i periodi di incubazione e la necessità di cercare immediatamente assistenza medica in caso di malessere.
Gli operatori aerei sono stati inoltre incaricati di aggiornare gli annunci a bordo riguardanti il morbillo e di mantenere attivi i canali di segnalazione per passeggeri malati. Non sono previste quarantene o divieti di ingresso, una scelta volta a evitare le interruzioni commerciali e di viaggio tipiche dell’era COVID-19, pur conferendo agli ufficiali di frontiera l’autorità legale per intensificare i controlli qualora la situazione regionale peggiorasse.
Per i team di mobilità globale e viaggi aziendali, il punto più pratico è che i dipendenti in arrivo dall’Africa potrebbero essere sottoposti a controlli visivi e interrogatori aggiuntivi, soprattutto se il loro itinerario includeva scali nell’Africa Centrale o Orientale. I responsabili della mobilità dovrebbero rivedere i protocolli di duty of care per assicurarsi che i viaggiatori sappiano come auto-segnalare i sintomi e aggiornare i flussi di approvazione dei viaggi affinché vengano forniti briefing medici prima della partenza.
Le aziende brasiliane operanti nel bacino del Congo o con progetti nei paesi limitrofi dovrebbero inoltre rivedere le polizze di assicurazione per l’evacuazione medica e confermare quali ospedali di riferimento brasiliani siano autorizzati a gestire casi sospetti di Ebola. L’avviso di Anvisa mantiene invariata la lista delle malattie sotto sorveglianza rafforzata in Brasile — attualmente Ebola, morbillo e poliomielite. L’agenzia ha confermato che il Brasile continua a rispettare i requisiti fondamentali del Regolamento Sanitario Internazionale e che i certificati di vaccinazione contro la febbre gialla e la piattaforma digitale del Certificato Internazionale di Vaccinazione (CIVP) restano validi per la verifica transfrontaliera.
In termini pratici, i viaggiatori non dovranno affrontare nuova documentazione, ma le aziende potrebbero voler ricordare ai dipendenti e ai loro familiari che le regole esistenti su vaccinazioni e dichiarazioni sanitarie saranno applicate con maggiore rigore ai punti di ingresso. Guardando al futuro, gli stakeholder di viaggi e trasferimenti dovrebbero monitorare i successivi comunicati di Anvisa. L’IN 448/2026 conferisce all’autorità sanitaria il potere di introdurre controlli della temperatura, triage visivi o schede sanitarie obbligatorie con breve preavviso, qualora il quadro epidemiologico peggiori.
Considerando il ruolo del Brasile come hub per i voli tra Africa e Sud America, una comunicazione proattiva con i viaggiatori e una pianificazione di contingenza per eventuali ritardi durante gli scali saranno fondamentali nelle prossime settimane.
Fonte: Anvisa