
A giovedì sera (11 giugno), le autorità ungheresi della difesa aerea hanno fatto decollare in emergenza i caccia Gripen quando un Airbus A321 di El Al, in volo sulla tratta Tel Aviv-Praga, ha perso i contatti radio entrando nello spazio aereo ungherese. Secondo il quotidiano ceco Blesk, la comunicazione si è interrotta poco dopo l’ingresso del velivolo, attivando il protocollo NATO di Allerta Rapida. I piloti hanno ristabilito il contatto in pochi minuti e l’aereo ha proseguito verso Praga senza problemi, ma l’allarme ha temporaneamente innalzato i livelli di sicurezza all’aeroporto Václav Havel. L’Aeronautica ceca ha confermato che i propri caccia sono stati messi in stato di allerta, senza però decollare. L’episodio segue il recente allarme droni all’aeroporto di Cracovia e sottolinea la dipendenza delle compagnie aeree da comunicazioni perfette tra cabina di pilotaggio e controllo del traffico aereo, in un cielo europeo sempre più congestionato. I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero informare i viaggiatori che holding temporanei o deviazioni sono frequenti in questi casi e che gli strumenti di monitoraggio duty-of-care aiutano a ridurre l’ansia. Secondo il Regolamento UE 1034/2025, i vettori devono segnalare interruzioni di comunicazione superiori a cinque minuti; i dati vengono utilizzati per migliorare gli algoritmi di monitoraggio dei transponder. Gli analisti evidenziano che l’aumento di questi allarmi potrebbe accelerare l’adozione della sorveglianza ADS-B da satellite, che garantisce copertura globale anche nelle cosiddette “zone morte” radio. Pur essendosi conclusa senza problemi, l’emergenza di giovedì ricorda che la perdita di contatto può degenerare in pochi secondi. Il ministero dei trasporti ceco ha in programma un debriefing con El Al la prossima settimana; non sono previste modifiche agli orari, ma saranno diffuse procedure di emergenza agli operatori a terra.
Fonte: Blesk.cz
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