
Settantina di personalità di spicco — tra cui parlamentari, artisti e sopravvissuti al Windrush — hanno firmato una lettera aperta in cui esortano il Primo Ministro Wes Streeting e il Ministro dell’Interno Shabana Mahmood a sottrarre il Windrush Compensation Scheme al Ministero dell’Interno, affidandolo a un organismo indipendente guidato da un giudice o un commissario. I firmatari sostengono che lasciare lo stesso dipartimento responsabile dello scandalo originario a gestire i risarcimenti rappresenta un conflitto di interessi, che ha portato a pagamenti lenti e insufficienti. I dati del National Audit Office mostrano che più della metà dei richiedenti non ha ricevuto nulla; il risarcimento medio per i casi accolti è di 32.100 sterline, ma le associazioni legali hanno documentato offerte che aumentano fino a 100 volte una volta che intervengono gli avvocati. I sostenitori chiedono inoltre un’inchiesta pubblica obbligatoria, supporto legale senza limiti di reddito e la possibilità per i cittadini del Commonwealth coinvolti di scegliere tra cittadinanza o permesso di soggiorno illimitato senza costi aggiuntivi. I sopravvissuti denunciano che i ritardi stanno costando vite: oltre 60 richiedenti sono morti in attesa del risarcimento. La pressione arriva mentre il governo si prepara a una revisione più ampia dei programmi di giustizia storica, inclusi i risarcimenti per il Post Office Horizon e il sangue infetto. Per i datori di lavoro, la controversia è un monito: alcuni dipendenti di lunga data potrebbero ancora affrontare incertezze sul loro status migratorio. I team di mobilità globale dovrebbero indirizzare il personale verso consulenze legali affidabili, rivedere le procedure per la verifica del diritto al lavoro e monitorare eventuali cambiamenti normativi che potrebbero semplificare la conferma dello status per i cittadini del Commonwealth.
Fonte: The Guardian
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