
Gli agenti dell'Immigration Enforcement hanno effettuato raid all'alba nei depositi DPD di Basingstoke e Newbury l'11 giugno, con nove arresti per sospetto lavoro illegale. I dettagli sono stati resi noti oggi (12 giugno) nell'ambito di quella che il Home Office definisce la sua “più grande operazione mai realizzata” contro gli abusi del diritto al lavoro. Sono stati controllati oltre 100 lavoratori; sette cittadini indiani, un ghanese e un pakistano sono stati trattenuti e posti sotto cauzione per immigrazione. I datori di lavoro rischiano ora sanzioni civili fino a 60.000 sterline per ogni lavoratore irregolare e, in caso di violazioni sistematiche, potrebbero incorrere in interdizioni per i direttori. L’operazione evidenzia l’intenzione del governo di estendere entro fine mese i controlli digitali obbligatori sul diritto al lavoro anche ai lavoratori della gig economy e ai contratti a zero ore. Le aziende di logistica ed e-commerce che si affidano a manodopera flessibile devono quindi rivedere con urgenza i processi di assunzione. Dal luglio 2024 gli arresti per lavoro illegale sono aumentati dell’83%, secondo il Home Office, una tendenza destinata a proseguire mentre i ministri cercano di dimostrare il controllo sull’immigrazione in vista delle elezioni locali. Per i team di mobilità e risorse umane il messaggio è chiaro: auditare i fascicoli di sponsorizzazione, verificare lo status dei collaboratori e prevedere un budget per un’attività di compliance più intensa. Le aziende che impiegano migranti senza documenti non rischiano solo multe, ma anche danni reputazionali che possono compromettere il rinnovo delle licenze di sponsor.
Fonte: ITV News Meridian
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