
La Grecia ha formalmente ritirato il tentativo di esentare i titolari di passaporto britannico dai nuovi controlli biometrici alle frontiere dell’UE. Come riportato nel briefing di ETIAS Pro del 12 giugno, Atene aveva inizialmente sospeso l’obbligo di rilevamento delle impronte digitali e della scansione facciale per i visitatori britannici al lancio del sistema EES in aprile, temendo code insostenibili negli aeroporti delle isole. La Commissione Europea è intervenuta, dichiarando che l’esenzione basata sulla nazionalità era illegale secondo il Regolamento EES. Il 31 maggio la Grecia ha fatto marcia indietro, applicando ora la registrazione biometrica completa a tutti gli arrivi extra-UE. Per circa un milione di britannici che trascorrono le vacanze in Grecia ogni estate – e per il settore turistico britannico che li serve – questa retromarcia comporta tempi di attesa più lunghi nei principali punti di ingresso come Rodi, Santorini e Mykonos. I responsabili della mobilità dovrebbero consigliare ai viaggiatori di prevedere almeno un’ora in più al primo ingresso e di avere pronti passaporti biometrici per l’uso ai chioschi, dove disponibili. L’episodio ha un’importanza che va oltre la Grecia: la pronta reprimenda di Bruxelles segnala che non tollererà modifiche nazionali unilaterali volte a proteggere i flussi turistici. Altri Paesi Schengen che stanno valutando agevolazioni su misura per mercati privilegiati potrebbero ora pensarci due volte. Dal punto di vista del rischio aziendale, questo sottolinea l’importanza di monitorare la conformità a livello paneuropeo, piuttosto che affidarsi a episodi isolati. I travel manager possono ridurre i disagi indirizzando i viaggiatori d’affari verso finestre di arrivo meno congestionate, assicurandosi che i passaporti abbiano chip integrati e diffondendo il calcolatore ufficiale dei giorni Schengen dell’UE, così che il personale sappia esattamente quanto può restare secondo la regola 90/180 ora applicata automaticamente dall’EES.
Fonte: ETIAS Pro
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