
I vertici della Border Security Force (BSF) indiana e della Border Guard Bangladesh (BGB) hanno concluso a Nuova Delhi un incontro di quattro giorni con l’impegno di intensificare pattugliamenti coordinati, condivisione in tempo reale di informazioni e azioni congiunte contro le reti di traffico lungo i 4.096 km di confine comune. La dichiarazione congiunta ha definito i colloqui “cordiali, positivi e proiettati al futuro”, pur riconoscendo che negli ultimi mesi i passaggi illegali e i presunti respingimenti di migranti hanno messo a dura prova i rapporti bilaterali. Il Bangladesh ha accusato le forze indiane di respingere senza giusto processo musulmani bengalesi privi di documenti, mentre stati indiani come Assam e Bengala Occidentale lamentano che l’immigrazione incontrollata stia modificando la demografia locale e gravando sui sistemi di welfare. La BSF ha comunicato al suo omologo bengalese di aver chiesto a Dhaka di verificare la nazionalità di 2.860 sospetti bengalesi presenti illegalmente in India; la BGB ha riferito di aver sventato 18 tentativi di ingresso forzato dal 4 giugno. Nell’ambito del potenziato “Coordinated Border Management Plan 2.0”, le due forze impiegheranno droni aggiuntivi, estenderanno l’illuminazione delle recinzioni e istituiranno una linea diretta 24 ore su 24 a livello di settore per accelerare la verifica dei detenuti. A luglio partirà un progetto pilota per identificare i recidivi tramite smart card biometriche interoperabili con i database di entrambi i paesi, presso il valico Petrapole–Benapole. I funzionari hanno inoltre concordato di riaprire diverse rotte fluviali inattive per il commercio legittimo, nella speranza che incentivi economici possano ridurre il contrabbando e il traffico di esseri umani. Per gli esportatori indiani, procedure di frontiera più snelle potrebbero ridurre le code di camion, attualmente fino a 36 ore nei periodi di punta, e abbattere i costi di fermo. Tuttavia, le imprese che si affidano a manodopera bengalese a basso costo nelle piantagioni di tè dell’Assam e nei cantieri di Calcutta temono che un controllo più rigoroso possa aggravare la carenza di lavoratori senza l’introduzione di schemi legali per lavoratori stagionali. Le due parti si incontreranno nuovamente a Dhaka a novembre per valutare i progressi. I diplomatici sottolineano che una cooperazione costante è cruciale in vista delle elezioni generali del Bangladesh del 2027, dove la questione migratoria è già un tema caldo. Le aziende con catene di approvvigionamento transfrontaliere dovrebbero monitorare eventuali nuove regole di verifica dell’identità derivanti dai progetti pilota.
Fonte: NDTV / Reuters syndication
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