
A partire dalle 00:00 di lunedì 15 giugno 2026, i titolari di passaporto brasiliano possono nuovamente entrare in Messico senza visto per soggiorni fino a 180 giorni a scopo turistico o di affari. La modifica, annunciata originariamente dalla Segreteria degli Affari Esteri messicana il 24 maggio, ripristina un privilegio sospeso nel 2021 a causa di preoccupazioni legate alla migrazione irregolare.
Per i viaggiatori, l’impatto pratico è immediato: i brasiliani diretti a Cancún, Città del Messico o ai centri in rapida espansione di Guadalajara e Tijuana possono ora imbarcarsi con un passaporto valido e il Modulo Migratorio Multiplo (FMM) compilato, rilasciato all’arrivo. I consolati messicani a São Paulo, Rio de Janeiro e Brasilia segnalano un netto calo delle richieste di visto in presenza dalla scorsa settimana, mentre i principali tour operator come CVC e Decolar registrano un aumento a doppia cifra delle prenotazioni per le vacanze scolastiche di luglio.
Anche le compagnie aeree ne approfittano: Aeroméxico ha confermato tre nuove frequenze settimanali tra Brasilia e Città del Messico a partire dal 1° luglio, mentre LATAM prevede di potenziare il servizio GRU-CUN con un Boeing 787 da agosto per soddisfare la domanda prevista. Gli analisti del settore stimano che il ripristino dell’esenzione potrebbe generare fino a 450 milioni di dollari USA in entrate turistiche per il Messico nei prossimi 12 mesi, con i brasiliani tradizionalmente tra i visitatori che spendono di più nel paese.
Per le aziende brasiliane, la riapertura elimina un ostacolo amministrativo per i dirigenti che viaggiano tra i due membri dell’Alleanza del Pacifico e del Mercosur. I trasferimenti intra-aziendali e i team tecnici a breve termine non dovranno più considerare la tassa consolare di 51 dollari o i tre settimane di attesa per l’elaborazione, diventati standard. Tuttavia, gli avvocati specializzati in immigrazione ricordano che l’esenzione non conferisce il diritto di lavorare: qualsiasi attività retribuita richiede ancora un visto temporaneo per residenti ottenuto in anticipo.
I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero aggiornare gli strumenti di prenotazione globali per rimuovere la richiesta di visto per il Messico e ricordare ai dipendenti che la validità del passaporto deve coprire l’intero soggiorno più sei mesi. Chi ha precedenti di soggiorni oltre il limite o espulsioni rischia controlli secondari e dovrebbe portare con sé prove di solvibilità e biglietti di ritorno o proseguimento. Nonostante la liberalizzazione, l’immigrazione messicana mantiene la discrezionalità di negare l’ingresso.
Le autorità brasiliane hanno accolto positivamente la decisione, sottolineando che è in linea con la politica unilaterale di esenzione dal visto per i cittadini messicani in vigore dal 2013. L’Itamaraty prevede che la misura contribuirà a ridurre l’affollamento nei consolati messicani e a liberare il personale per concentrarsi su casi complessi come adozioni o permessi di soggiorno a lungo termine.
Per i viaggiatori, l’impatto pratico è immediato: i brasiliani diretti a Cancún, Città del Messico o ai centri in rapida espansione di Guadalajara e Tijuana possono ora imbarcarsi con un passaporto valido e il Modulo Migratorio Multiplo (FMM) compilato, rilasciato all’arrivo. I consolati messicani a São Paulo, Rio de Janeiro e Brasilia segnalano un netto calo delle richieste di visto in presenza dalla scorsa settimana, mentre i principali tour operator come CVC e Decolar registrano un aumento a doppia cifra delle prenotazioni per le vacanze scolastiche di luglio.
Anche le compagnie aeree ne approfittano: Aeroméxico ha confermato tre nuove frequenze settimanali tra Brasilia e Città del Messico a partire dal 1° luglio, mentre LATAM prevede di potenziare il servizio GRU-CUN con un Boeing 787 da agosto per soddisfare la domanda prevista. Gli analisti del settore stimano che il ripristino dell’esenzione potrebbe generare fino a 450 milioni di dollari USA in entrate turistiche per il Messico nei prossimi 12 mesi, con i brasiliani tradizionalmente tra i visitatori che spendono di più nel paese.
Per le aziende brasiliane, la riapertura elimina un ostacolo amministrativo per i dirigenti che viaggiano tra i due membri dell’Alleanza del Pacifico e del Mercosur. I trasferimenti intra-aziendali e i team tecnici a breve termine non dovranno più considerare la tassa consolare di 51 dollari o i tre settimane di attesa per l’elaborazione, diventati standard. Tuttavia, gli avvocati specializzati in immigrazione ricordano che l’esenzione non conferisce il diritto di lavorare: qualsiasi attività retribuita richiede ancora un visto temporaneo per residenti ottenuto in anticipo.
I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero aggiornare gli strumenti di prenotazione globali per rimuovere la richiesta di visto per il Messico e ricordare ai dipendenti che la validità del passaporto deve coprire l’intero soggiorno più sei mesi. Chi ha precedenti di soggiorni oltre il limite o espulsioni rischia controlli secondari e dovrebbe portare con sé prove di solvibilità e biglietti di ritorno o proseguimento. Nonostante la liberalizzazione, l’immigrazione messicana mantiene la discrezionalità di negare l’ingresso.
Le autorità brasiliane hanno accolto positivamente la decisione, sottolineando che è in linea con la politica unilaterale di esenzione dal visto per i cittadini messicani in vigore dal 2013. L’Itamaraty prevede che la misura contribuirà a ridurre l’affollamento nei consolati messicani e a liberare il personale per concentrarsi su casi complessi come adozioni o permessi di soggiorno a lungo termine.
Fonte: Atlas Guide Travel News