
In una decisione annunciata il 13 giugno, il Ministero della Giustizia brasiliano ha confermato che, a partire dal 26 agosto, i cittadini di 65 paesi — principalmente in Asia e Africa — dovranno nuovamente ottenere un visto d’ingresso anche per il transito aeroportuale in Brasile. La decisione segue un rapporto della Polizia Federale che ha evidenziato come gruppi di criminalità organizzata stessero sfruttando la politica di transito senza visto del Brasile per far passare migranti verso il Nord America attraverso il Darién Gap. Solo l’aeroporto di Guarulhos ha registrato 6.329 richieste di asilo da parte di passeggeri in transito nei primi cinque mesi del 2026, un aumento di 40 volte rispetto al 2022. Gli investigatori riferiscono che oltre il 70% ha abbandonato la procedura e ha lasciato il Brasile in modo irregolare nel giro di poche settimane. Reintroducendo i visti, Brasilia spera che le compagnie aeree rifiutino l’imbarco alla partenza, riducendo così il sovraffollamento nelle aree di trattenimento per passeggeri non ammessi. La lista comprende Cina, India, Nigeria, Pakistan ed Egitto. I viaggiatori provenienti da questi paesi dovranno richiedere l’e-Visa brasiliano, che costa 80,90 dollari USA e viene rilasciato online entro cinque giorni. Il governo ha sottolineato che questa misura non modifica il generoso sistema di asilo brasiliano; i rifugiati autentici potranno ancora fare richiesta una volta ottenuto il visto appropriato. Per le multinazionali, l’impatto maggiore riguarderà le rotazioni degli equipaggi e il personale di progetto che utilizzava San Paolo o Rio come comodi hub sudatlantici verso l’America Latina. Le società di gestione viaggi dovranno aggiornare immediatamente i filtri per il controllo dei visti e rinnovare le approvazioni automatiche pre-viaggio. Le compagnie aeree sono attese a lanciare campagne di comunicazione nei paesi di origine per evitare multe salate per il trasporto di passeggeri senza la nuova documentazione. La misura evidenzia anche il ritorno del Brasile a una politica dei visti basata sulla reciprocità, invertendo le esenzioni generali introdotte nel 2019.
Fonte: Agência Cidades
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