
L'Ambasciata dell'India ad Abu Dhabi ha confermato che, a partire dal 1° luglio 2026, Al Hind Tours & Travels LLC assumerà l'intero portafoglio dei servizi esternalizzati per passaporti, visti e servizi consolari negli Emirati Arabi Uniti. Gli attuali fornitori, BLS International Services e SGIVS Global, termineranno le operazioni entro il 30 giugno; da quel momento, tutte le domande presentate di persona o tramite corriere dovranno essere inoltrate attraverso la rete del nuovo fornitore, l’‘India Visa Centre’, con sedi ad Abu Dhabi, Dubai e Sharjah.
Per la diaspora indiana, che conta 3,5 milioni di persone, il cambiamento non sarà solo formale. Al Hind introdurrà cabine per la raccolta biometrica, prenotazioni appuntamenti via WhatsApp e un’opzione di restituzione tramite corriere in 48 ore, promettendo di ridurre i tempi medi di rinnovo del passaporto a sette giorni lavorativi.
Particolarmente rilevante per le aziende, la società sperimenterà un ‘Executive Desk’ che gestirà fino a 50 passaporti per singolo cliente corporate, ideale per equipaggi offshore e team di progetto che si spostano in India con breve preavviso.
I datori di lavoro sono invitati ad aggiornare rapidamente le politiche interne di viaggio: l’ambasciata ha chiarito che tariffe, moduli e liste di controllo cambieranno con il passaggio, e che le domande parzialmente completate con i fornitori attuali dovranno essere presentate nuovamente da zero.
I responsabili della mobilità sono inoltre consigliati di informare il personale basato negli Emirati sui nuovi punti di ritiro; il mancato ritiro dei documenti dal centro corretto potrebbe comportare sanzioni per deposito.
A lungo termine, le autorità suggeriscono che questa collaborazione rappresenta un progetto pilota per una possibile consolidazione regionale dei contratti di outsourcing, con gare simili previste in Arabia Saudita e Qatar il prossimo anno. Se il modello di Abu Dhabi avrà successo, le missioni indiane nel Golfo potrebbero adottare una piattaforma tecnologica unica, facilitando il monitoraggio delle domande per gli espatriati che si spostano tra paesi per incarichi temporanei.
Per la diaspora indiana, che conta 3,5 milioni di persone, il cambiamento non sarà solo formale. Al Hind introdurrà cabine per la raccolta biometrica, prenotazioni appuntamenti via WhatsApp e un’opzione di restituzione tramite corriere in 48 ore, promettendo di ridurre i tempi medi di rinnovo del passaporto a sette giorni lavorativi.
Particolarmente rilevante per le aziende, la società sperimenterà un ‘Executive Desk’ che gestirà fino a 50 passaporti per singolo cliente corporate, ideale per equipaggi offshore e team di progetto che si spostano in India con breve preavviso.
I datori di lavoro sono invitati ad aggiornare rapidamente le politiche interne di viaggio: l’ambasciata ha chiarito che tariffe, moduli e liste di controllo cambieranno con il passaggio, e che le domande parzialmente completate con i fornitori attuali dovranno essere presentate nuovamente da zero.
I responsabili della mobilità sono inoltre consigliati di informare il personale basato negli Emirati sui nuovi punti di ritiro; il mancato ritiro dei documenti dal centro corretto potrebbe comportare sanzioni per deposito.
A lungo termine, le autorità suggeriscono che questa collaborazione rappresenta un progetto pilota per una possibile consolidazione regionale dei contratti di outsourcing, con gare simili previste in Arabia Saudita e Qatar il prossimo anno. Se il modello di Abu Dhabi avrà successo, le missioni indiane nel Golfo potrebbero adottare una piattaforma tecnologica unica, facilitando il monitoraggio delle domande per gli espatriati che si spostano tra paesi per incarichi temporanei.
Fonte: Outlook Traveller
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