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Il governo pianifica lo status costituzionale e un nuovo forum per le sei minoranze etniche dell’Austria

giu 19, 2026
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Il governo pianifica lo status costituzionale e un nuovo forum per le sei minoranze etniche dell’Austria
Il 18 giugno 2026, la ministra per l’Integrazione Claudia Bauer ha annunciato un pacchetto legislativo che inserirà tutte e sei le comunità autoctone – croata, slovena, ungherese, slovacca, ceca e rom – direttamente nella Costituzione austriaca. Attualmente, solo i gruppi croato e sloveno godono di un riconoscimento costituzionale esplicito ai sensi dell’articolo 7 del Trattato di Stato del 1955; gli altri sono menzionati solo in regolamenti secondari. La riforma mira a colmare questa lacuna e a sottolineare il principio di parità di trattamento prima dell’avvio, previsto per il prossimo anno, del monitoraggio dei Diritti Fondamentali dell’UE.

Per rendere la politica più concreta che simbolica, il governo istituirà un “Forum delle Volksgruppen” permanente, che riunirà funzionari ministeriali, rappresentanti delle imprese e della società civile per discutere di diritti linguistici, istruzione e partecipazione al mercato del lavoro. Una priorità immediata è il reclutamento di personale per i tribunali bilingue in Carinzia, dove i pensionamenti rischiano di ridurre l’accesso a procedimenti in lingua slovena per i lavoratori transfrontalieri e le loro famiglie.

Per l’industria della mobilità, la misura ha due implicazioni pratiche. In primo luogo, le multinazionali che inviano personale nelle regioni di confine austriache potrebbero presto trovare servizi pubblici bilingue più coerenti, facilitando la conformità per i lavoratori distaccati da Slovenia, Ungheria o Slovacchia. In secondo luogo, l’inserimento costituzionale rafforza l’istruzione e i media in lingua minoritaria, contribuendo a trattenere i laureati qualificati in regioni che soffrono di emigrazione.

Bauer ha presentato l’iniziativa come una misura economica lungimirante oltre che culturale: «La diversità è un vantaggio competitivo in un’economia basata sul talento». Perciò, i datori di lavoro hanno interesse a sostenere il forum, sia inviando esperti sia integrando la formazione linguistica minoritaria nei pacchetti di mobilità interna.

Il testo costituzionale dovrebbe arrivare in Parlamento a settembre, con la necessità di una maggioranza qualificata di due terzi. I partiti di opposizione hanno espresso un sostegno condizionato, rendendo probabile l’adozione entro l’anno. Se approvata, l’Austria diventerà uno dei primi Stati UE a garantire a ogni minoranza riconosciuta uno status costituzionale pieno, fissando un punto di riferimento in vista del rapporto della Commissione del 2027 sull’inclusione delle minoranze.
Fonte: Bundeskanzleramt Österreich

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