
Gli osservatori del settore turistico hanno segnalato il 20 giugno 2026 che i visitatori internazionali che ottengono l’e-Visa turistico indiano di 30 giorni dopo il 12 giugno vedono ora la dicitura “Ingressi Multipli” stampata sulla loro Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA), un cambiamento significativo rispetto al precedente limite di due ingressi. La scoperta è stata inizialmente condivisa sui forum di viaggiatori e successivamente confermata da agenti privati che monitorano le richieste di visto in massa. Sebbene il Ministero degli Interni non abbia ancora rilasciato un comunicato ufficiale, funzionari dell’Ufficio Immigrazione hanno riferito off-record alle associazioni di settore che la modifica fa parte di una revisione graduale volta ad allineare i visti turistici a breve termine con le categorie di e-Visa di uno e cinque anni, che già prevedono ingressi illimitati. Per gli organizzatori di eventi business e le società di gestione delle destinazioni, questa novità semplifica gli itinerari regionali che portano i delegati in Nepal, Sri Lanka, Bhutan o Emirati Arabi Uniti prima di rientrare in India per ulteriori incontri. Anche le compagnie di crociera che operano nei circuiti dell’Oceano Indiano ne trarranno vantaggio, poiché i passeggeri potranno ora sbarcare in più porti indiani entro la finestra di 30 giorni senza dover richiedere una nuova ETA. Dal punto di vista della conformità, i viaggiatori devono comunque rispettare il limite di permanenza di 30 giorni dalla prima entrata; le eventuali permanenze oltre il termine sono soggette a sanzioni giornaliere e possibili divieti di visto futuri. Le compagnie aeree sono state invitate ad aggiornare i propri feed Timatic entro il 24 giugno per riflettere la nuova dicitura, mentre le agenzie di viaggio dovrebbero rivedere le regole di emissione automatica dei biglietti che segnalano più di due ingressi in India in 30 giorni. Gli operatori turistici hanno accolto la misura definendola neutra in termini di entrate governative ma “psicologicamente potente” nel posizionare l’India come hub comodo per tour multi-paese nel Sud Asia. L’associazione di categoria FAITH prevede un aumento del 7% del traffico turistico in entrata nei prossimi 12 mesi, qualora la politica venga formalmente codificata e promossa all’estero.
Fonte: Travel Man Today
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