
Il mercato indiano, già affollato, dell’outsourcing per visti e passaporti ha subito un duro colpo lo scorso ottobre, quando il Ministero degli Affari Esteri (MEA) ha improvvisamente vietato a BLS International Services di partecipare a gare d’appalto per due anni, citando presunte carenze in diverse missioni all’estero. Il 17 giugno 2026, l’Alta Corte di Delhi ha annullato tale provvedimento, stabilendo che il ministero non aveva rispettato i principi di giustizia naturale e aveva inflitto una sanzione “sproporzionata”.
La sentenza è rilevante perché BLS è una delle sole tre grandi aziende indiane su cui i consolati globali fanno regolarmente affidamento per la raccolta biometrica, l’elaborazione iniziale e la logistica documentale. Fonti governative stimano che l’azienda abbia gestito quasi 4 milioni di transazioni tra visti, OCI e passaporti per 46 governi clienti lo scorso anno. Con l’inizio della stagione estiva, i consolati temevano che l’esclusione di un fornitore così importante avrebbe ridotto la capacità di prenotazione, allungato le code e compromesso i progressi recenti nella digitalizzazione.
Con il reintegro di BLS, il tribunale mantiene viva la competizione in un mercato da tempo dominato da VFS Global. Le società di gestione viaggi prevedono che le aziende accoglieranno con favore la decisione, aspettandosi una maggiore disponibilità di appuntamenti e una riduzione delle differenze tariffarie quando, entro fine anno, saranno indette nuove gare per le missioni di Stati Uniti, Schengen e Golfo. Diverse ambasciate avevano già sospeso le procedure di acquisto in attesa di chiarimenti sul divieto.
Dal punto di vista della governance, il tribunale ha criticato il MEA per non aver fornito all’azienda un avviso dettagliato o la possibilità di un’audizione orale prima del blacklisting, sottolineando come la mancanza di un giusto processo possa compromettere decisioni di procurement di grande rilievo. Gli esperti legali prevedono che il ministero rivedrà le linee guida per le esclusioni e istituirà un organo di appello, in modo che future controversie vengano risolte amministrativamente anziché tramite contenziosi.
In termini pratici, i viaggiatori non dovrebbero notare cambiamenti immediati: BLS non ha mai perso i contratti in essere e i tempi di elaborazione sono rimasti stabili. Tuttavia, nei prossimi 12 mesi, il ripristino dell’idoneità consentirà alle missioni indiane all’estero e a quelle straniere in India di invitare BLS a partecipare a nuove gare per centri di raccolta biometrica, ampliando potenzialmente la capacità in città come Bengaluru, Hyderabad e Ahmedabad, dove la scarsità di appuntamenti ha spesso costretto i viaggiatori d’affari a recarsi a Delhi o Mumbai per le richieste di visto.
La sentenza è rilevante perché BLS è una delle sole tre grandi aziende indiane su cui i consolati globali fanno regolarmente affidamento per la raccolta biometrica, l’elaborazione iniziale e la logistica documentale. Fonti governative stimano che l’azienda abbia gestito quasi 4 milioni di transazioni tra visti, OCI e passaporti per 46 governi clienti lo scorso anno. Con l’inizio della stagione estiva, i consolati temevano che l’esclusione di un fornitore così importante avrebbe ridotto la capacità di prenotazione, allungato le code e compromesso i progressi recenti nella digitalizzazione.
Con il reintegro di BLS, il tribunale mantiene viva la competizione in un mercato da tempo dominato da VFS Global. Le società di gestione viaggi prevedono che le aziende accoglieranno con favore la decisione, aspettandosi una maggiore disponibilità di appuntamenti e una riduzione delle differenze tariffarie quando, entro fine anno, saranno indette nuove gare per le missioni di Stati Uniti, Schengen e Golfo. Diverse ambasciate avevano già sospeso le procedure di acquisto in attesa di chiarimenti sul divieto.
Dal punto di vista della governance, il tribunale ha criticato il MEA per non aver fornito all’azienda un avviso dettagliato o la possibilità di un’audizione orale prima del blacklisting, sottolineando come la mancanza di un giusto processo possa compromettere decisioni di procurement di grande rilievo. Gli esperti legali prevedono che il ministero rivedrà le linee guida per le esclusioni e istituirà un organo di appello, in modo che future controversie vengano risolte amministrativamente anziché tramite contenziosi.
In termini pratici, i viaggiatori non dovrebbero notare cambiamenti immediati: BLS non ha mai perso i contratti in essere e i tempi di elaborazione sono rimasti stabili. Tuttavia, nei prossimi 12 mesi, il ripristino dell’idoneità consentirà alle missioni indiane all’estero e a quelle straniere in India di invitare BLS a partecipare a nuove gare per centri di raccolta biometrica, ampliando potenzialmente la capacità in città come Bengaluru, Hyderabad e Ahmedabad, dove la scarsità di appuntamenti ha spesso costretto i viaggiatori d’affari a recarsi a Delhi o Mumbai per le richieste di visto.
Fonte: Capital Market News
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