
Il Commissario Alto del Canada in India, Chris Cooter, ha dichiarato ai media il 22 giugno che concludere un Accordo di Partenariato Economico Globale (CEPA) con l’India entro la fine del 2026 è “molto realistico”, citando il forte sostegno politico dei primi ministri Mark Carney e Narendra Modi. Le dichiarazioni arrivano pochi giorni dopo che i leader hanno riaffermato il loro impegno ai margini del Vertice del G7 in Francia.
Sebbene il CEPA sia principalmente un accordo commerciale, i negoziatori hanno confermato che è prevista una sezione dedicata alla mobilità. Secondo il Ministro del Commercio indiano Piyush Goyal, questa sezione semplificherebbe i visti per affari a breve termine, amplierebbe le quote reciproche per i permessi di lavoro destinati ai trasferimenti intra-aziendali e riconoscerebbe alcune qualifiche professionali selezionate.
Attualmente, il Canada rilascia circa 150.000 visti di residenza temporanea a cittadini indiani ogni anno; le autorità ritengono che il CEPA potrebbe raddoppiare questo flusso entro cinque anni. Per le aziende canadesi, l’India rappresenta già quasi 11 miliardi di dollari canadesi in investimenti esteri, concentrati nei servizi IT, nelle tecnologie pulite e nelle assicurazioni. Al contrario, investitori sovrani e privati indiani detengono oltre 109 miliardi di dollari canadesi in asset canadesi, gran parte dei quali canalizzati attraverso fondi pensione.
I colli di bottiglia nella mobilità — in particolare i tempi di attesa di otto settimane per i permessi di lavoro canadesi a Nuova Delhi — sono stati una lamentela ricorrente per le aziende che cercano di gestire joint venture con scadenze di progetto serrate. Se la sezione sulla mobilità supererà il processo negoziale, gli analisti prevedono l’introduzione di un obiettivo di 10 giorni per i visti di affari a breve termine e la creazione di un programma per datori di lavoro affidabili ispirato alla Global Skills Strategy canadese.
Sarebbe una vittoria significativa per i team multinazionali che spostano ingegneri, revisori e dirigenti tra Toronto, Bengaluru e Mumbai. Anche le università di entrambi i paesi stanno facendo pressione per il riconoscimento reciproco dei visti di ricerca post-laurea, per accelerare gli scambi accademici.
I colloqui formali sul CEPA riprenderanno il mese prossimo a Ottawa. Gli osservatori affermano che i principali punti critici restano le regole di accesso al mercato per i prodotti lattiero-caseari e i servizi digitali, ma gli elementi sulla mobilità sono considerati “frutti a portata di mano” che potrebbero essere isolati presto per mostrare risultati concreti. Le aziende con pipeline di talenti India-Canada dovrebbero seguire da vicino il testo in bozza; i programmi pilota potrebbero partire già a metà 2027, una volta che entrambi i parlamenti avranno ratificato l’accordo.
Sebbene il CEPA sia principalmente un accordo commerciale, i negoziatori hanno confermato che è prevista una sezione dedicata alla mobilità. Secondo il Ministro del Commercio indiano Piyush Goyal, questa sezione semplificherebbe i visti per affari a breve termine, amplierebbe le quote reciproche per i permessi di lavoro destinati ai trasferimenti intra-aziendali e riconoscerebbe alcune qualifiche professionali selezionate.
Attualmente, il Canada rilascia circa 150.000 visti di residenza temporanea a cittadini indiani ogni anno; le autorità ritengono che il CEPA potrebbe raddoppiare questo flusso entro cinque anni. Per le aziende canadesi, l’India rappresenta già quasi 11 miliardi di dollari canadesi in investimenti esteri, concentrati nei servizi IT, nelle tecnologie pulite e nelle assicurazioni. Al contrario, investitori sovrani e privati indiani detengono oltre 109 miliardi di dollari canadesi in asset canadesi, gran parte dei quali canalizzati attraverso fondi pensione.
I colli di bottiglia nella mobilità — in particolare i tempi di attesa di otto settimane per i permessi di lavoro canadesi a Nuova Delhi — sono stati una lamentela ricorrente per le aziende che cercano di gestire joint venture con scadenze di progetto serrate. Se la sezione sulla mobilità supererà il processo negoziale, gli analisti prevedono l’introduzione di un obiettivo di 10 giorni per i visti di affari a breve termine e la creazione di un programma per datori di lavoro affidabili ispirato alla Global Skills Strategy canadese.
Sarebbe una vittoria significativa per i team multinazionali che spostano ingegneri, revisori e dirigenti tra Toronto, Bengaluru e Mumbai. Anche le università di entrambi i paesi stanno facendo pressione per il riconoscimento reciproco dei visti di ricerca post-laurea, per accelerare gli scambi accademici.
I colloqui formali sul CEPA riprenderanno il mese prossimo a Ottawa. Gli osservatori affermano che i principali punti critici restano le regole di accesso al mercato per i prodotti lattiero-caseari e i servizi digitali, ma gli elementi sulla mobilità sono considerati “frutti a portata di mano” che potrebbero essere isolati presto per mostrare risultati concreti. Le aziende con pipeline di talenti India-Canada dovrebbero seguire da vicino il testo in bozza; i programmi pilota potrebbero partire già a metà 2027, una volta che entrambi i parlamenti avranno ratificato l’accordo.
Fonte: Lokmarg / ANI
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