
Il governo Albanese ha silenziosamente revocato un Ordine Temporaneo di Esclusione (TEO) che impediva alla cittadina australiano-somala Hodan Abby di rientrare nel paese dopo il suo viaggio in Siria nel 2014 per raggiungere il marito militante. Emesso a febbraio, il TEO mirava a tenere la signora Abby, soprannominata “sposa dell’ISIS”, fuori dal territorio australiano per un massimo di due anni, a meno che non avesse ottenuto un permesso di ritorno. Un parere legale ricevuto questa settimana ha confermato che, una volta richiesto il permesso, il Ministro degli Interni non può rifiutarlo se non emergono nuove informazioni di intelligence, costringendo il Ministro Tony Burke ad autorizzare il suo rimpatrio.
Secondo funzionari citati dalla Australian Broadcasting Corporation, la signora Abby e la sua giovane figlia dovrebbero transitare negli Emirati Arabi Uniti entro pochi giorni e saranno accolte al loro arrivo a Sydney dalla Polizia Federale Australiana e dagli agenti della frontiera. Verrà immediatamente sottoposta a un ordine di controllo che prevede la segnalazione quotidiana, la piena comunicazione del luogo di residenza, dei piani di lavoro o studio e un preavviso di 24 ore prima di utilizzare telefono, email o account sui social media. Il Direttore Generale dell’ASIO, Mike Burgess, ha dichiarato al Parlamento che l’agenzia applicherà “tutti i suoi poteri” per monitorare madre e figlia e mitigare qualsiasi rischio per la sicurezza.
La decisione pone fine a mesi di tensioni diplomatiche con gli Stati Uniti, che avevano sollecitato Canberra a completare il rimpatrio di tutte le donne e i bambini australiani ancora detenuti nel campo di Al-Roj nel nord-est della Siria. La signora Abby è l’ultima adulta di quel gruppo; tre madri rientrate a febbraio sono già state accusate di reati legati al terrorismo. Il leader dell’opposizione, Angus Taylor, ha accusato il governo di aver ceduto, affermando che “nessuna sposa dell’ISIS avrebbe mai dovuto essere autorizzata a tornare”.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, il caso evidenzia l’aumento degli oneri di conformità per i datori di lavoro che assumono cittadini australiani con storie di viaggi ad alto rischio. È probabile che aumentino i costi per i controlli di sicurezza, le verifiche della polizia e i premi assicurativi per il personale impiegato in ruoli legati alla difesa, alle infrastrutture critiche e al fintech. I responsabili della mobilità dovrebbero aspettarsi domande più rigorose sui periodi trascorsi in zone sanzionate o di conflitto e prevedere tempi più lunghi per le assegnazioni che richiedono una autorizzazione di sicurezza australiana.
Più in generale, l’episodio dimostra che il regime TEO australiano—unico tra le nazioni dei Five Eyes—è ora soggetto a vincoli giudiziari e diplomatici che possono ridurre i periodi di esclusione. Le aziende che trasferiscono cittadini con doppia nazionalità in Australia con breve preavviso potrebbero quindi trovarsi ad affrontare cambiamenti improvvisi nello status di ammissibilità e dovrebbero mantenere un contatto stretto con consulenti per l’immigrazione e specialisti in gestione del rischio di viaggio.
Secondo funzionari citati dalla Australian Broadcasting Corporation, la signora Abby e la sua giovane figlia dovrebbero transitare negli Emirati Arabi Uniti entro pochi giorni e saranno accolte al loro arrivo a Sydney dalla Polizia Federale Australiana e dagli agenti della frontiera. Verrà immediatamente sottoposta a un ordine di controllo che prevede la segnalazione quotidiana, la piena comunicazione del luogo di residenza, dei piani di lavoro o studio e un preavviso di 24 ore prima di utilizzare telefono, email o account sui social media. Il Direttore Generale dell’ASIO, Mike Burgess, ha dichiarato al Parlamento che l’agenzia applicherà “tutti i suoi poteri” per monitorare madre e figlia e mitigare qualsiasi rischio per la sicurezza.
La decisione pone fine a mesi di tensioni diplomatiche con gli Stati Uniti, che avevano sollecitato Canberra a completare il rimpatrio di tutte le donne e i bambini australiani ancora detenuti nel campo di Al-Roj nel nord-est della Siria. La signora Abby è l’ultima adulta di quel gruppo; tre madri rientrate a febbraio sono già state accusate di reati legati al terrorismo. Il leader dell’opposizione, Angus Taylor, ha accusato il governo di aver ceduto, affermando che “nessuna sposa dell’ISIS avrebbe mai dovuto essere autorizzata a tornare”.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, il caso evidenzia l’aumento degli oneri di conformità per i datori di lavoro che assumono cittadini australiani con storie di viaggi ad alto rischio. È probabile che aumentino i costi per i controlli di sicurezza, le verifiche della polizia e i premi assicurativi per il personale impiegato in ruoli legati alla difesa, alle infrastrutture critiche e al fintech. I responsabili della mobilità dovrebbero aspettarsi domande più rigorose sui periodi trascorsi in zone sanzionate o di conflitto e prevedere tempi più lunghi per le assegnazioni che richiedono una autorizzazione di sicurezza australiana.
Più in generale, l’episodio dimostra che il regime TEO australiano—unico tra le nazioni dei Five Eyes—è ora soggetto a vincoli giudiziari e diplomatici che possono ridurre i periodi di esclusione. Le aziende che trasferiscono cittadini con doppia nazionalità in Australia con breve preavviso potrebbero quindi trovarsi ad affrontare cambiamenti improvvisi nello status di ammissibilità e dovrebbero mantenere un contatto stretto con consulenti per l’immigrazione e specialisti in gestione del rischio di viaggio.
Fonte: ABC News
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Australia.Di più da Australia
Visualizza tutto
Il Dipartimento degli Affari Interni chiude la prima finestra per la selezione dei visti secondo il nuovo processo di pre-domanda per il visto Work & Holiday (462)
Scadenza per il visto per Cina, India e Vietnam: il Dipartimento degli Affari Interni lancia gli ultimi promemoria per la sottoclasse 462