
Il Ministero dell'Aviazione Civile ha lanciato ‘Air Suvidha 2.0’, una piattaforma online rinnovata per l’autodichiarazione che ogni passeggero in arrivo in India deve compilare entro 24 ore dall’inizio del viaggio. Il sistema, attivo dal 25 giugno 2026, richiede ai viaggiatori di fornire la cronologia dei viaggi degli ultimi 21 giorni, eventuali esposizioni a zone colpite dall’Ebola e la presenza di sintomi rilevanti. All’arrivo, i passeggeri devono semplicemente mostrare il codice QR sul proprio smartphone al controllo immigrazione o ai nuovi Desk Sanitari Internazionali; non sono più accettati moduli cartacei.
Air Suvidha era stato introdotto durante la pandemia di COVID-19 e sospeso nel 2024. La riattivazione segue la dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che il 17 maggio 2026 ha definito l’epidemia di Ebola da ceppo Bundibugyo in Africa centrale un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale. La Direzione Generale dei Servizi Sanitari (DGHS) indiana sottolinea che il sistema digitale consente la condivisione in tempo reale dei dati tra aeroporti, immigrazione e unità di sorveglianza sanitaria statali, accelerando il tracciamento dei contatti e riducendo le code.
Le compagnie aeree sono state istruite a negare l’imbarco ai passeggeri che non abbiano caricato il modulo. Inoltre, devono trasmettere i manifesti del Sistema Avanzato di Informazioni Passeggeri (APIS) alla DGHS almeno quattro ore prima della partenza, per segnalare i passeggeri a rischio. Associazioni di settore come il Board of Airline Representatives in India (BAR-I) appoggiano la misura, ma avvertono che i viaggiatori dell’ultimo minuto devono essere informati rapidamente per evitare ritardi o voli persi.
Per le aziende che spostano personale oltre confine, il nuovo requisito rappresenta un passaggio amministrativo aggiuntivo, ma non prevede quarantene al momento. I team di mobilità dovrebbero: (1) integrare il link di Air Suvidha nei flussi di approvazione dei viaggi, (2) informare i viaggiatori sull’obbligo di una dichiarazione veritiera, e (3) monitorare gli avvisi della DGHS in caso di eventuali test pre-partenza obbligatori per chi transita in aree colpite dall’Ebola.
La mancata presentazione di informazioni accurate comporta sanzioni secondo il Regolamento sull’Aviazione (Salute Pubblica), con multe fino a 50.000 INR e possibile rifiuto d’ingresso. Il portale è accessibile a livello globale e supporta attualmente 11 lingue; il mese prossimo saranno aggiunte le interfacce in arabo e francese per agevolare i viaggiatori dal Golfo e dall’Africa.
Air Suvidha era stato introdotto durante la pandemia di COVID-19 e sospeso nel 2024. La riattivazione segue la dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che il 17 maggio 2026 ha definito l’epidemia di Ebola da ceppo Bundibugyo in Africa centrale un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale. La Direzione Generale dei Servizi Sanitari (DGHS) indiana sottolinea che il sistema digitale consente la condivisione in tempo reale dei dati tra aeroporti, immigrazione e unità di sorveglianza sanitaria statali, accelerando il tracciamento dei contatti e riducendo le code.
Le compagnie aeree sono state istruite a negare l’imbarco ai passeggeri che non abbiano caricato il modulo. Inoltre, devono trasmettere i manifesti del Sistema Avanzato di Informazioni Passeggeri (APIS) alla DGHS almeno quattro ore prima della partenza, per segnalare i passeggeri a rischio. Associazioni di settore come il Board of Airline Representatives in India (BAR-I) appoggiano la misura, ma avvertono che i viaggiatori dell’ultimo minuto devono essere informati rapidamente per evitare ritardi o voli persi.
Per le aziende che spostano personale oltre confine, il nuovo requisito rappresenta un passaggio amministrativo aggiuntivo, ma non prevede quarantene al momento. I team di mobilità dovrebbero: (1) integrare il link di Air Suvidha nei flussi di approvazione dei viaggi, (2) informare i viaggiatori sull’obbligo di una dichiarazione veritiera, e (3) monitorare gli avvisi della DGHS in caso di eventuali test pre-partenza obbligatori per chi transita in aree colpite dall’Ebola.
La mancata presentazione di informazioni accurate comporta sanzioni secondo il Regolamento sull’Aviazione (Salute Pubblica), con multe fino a 50.000 INR e possibile rifiuto d’ingresso. Il portale è accessibile a livello globale e supporta attualmente 11 lingue; il mese prossimo saranno aggiunte le interfacce in arabo e francese per agevolare i viaggiatori dal Golfo e dall’Africa.
Fonte: The Indian Express
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