
Il Ministero degli Affari Esteri del Belgio ha aggiornato silenziosamente il 27 giugno 2026 le sue linee guida consolari, confermando un forte aumento della tassa amministrativa per i visti di lungo soggiorno (tipo D). Dal 1° luglio 2026 la tariffa base passerà da 200 € a 250 € per ogni domanda presentata presso ambasciate e consolati belgi nel mondo. L’avviso, pubblicato sul sito dell’ambasciata algerina ma valido a livello globale, avverte i richiedenti con appuntamenti dopo il 30 giugno che dovranno versare l’importo maggiorato al momento della presentazione della domanda.
Il visto di lungo soggiorno rappresenta la porta d’ingresso per la residenza in Belgio per cittadini extra-UE impegnati in incarichi lavorativi, trasferimenti intra-aziendali, programmi di studio o ricongiungimenti familiari superiori a 90 giorni. Sebbene la tassa costituisca solo una parte dei costi complessivi di trasferimento, l’aumento del 25% è significativo per le aziende che sponsorizzano più dipendenti, per studenti con budget limitati e per famiglie che richiedono visti per più membri contemporaneamente.
L’incremento si aggiunge alla tariffa di 90 € per i visti di breve soggiorno Schengen (tipo C), che il Belgio ha allineato alla tariffa europea all’inizio di quest’anno. La gestione front-office dei visti è affidata a TLScontact nella maggior parte dei Paesi, ma il Ministero sottolinea che la tassa è un onere federale riscosso per conto dell’Ufficio Immigrazione (DVZ/OE). Il pagamento deve ora essere effettuato esclusivamente in modalità elettronica; diverse sedi hanno già cessato di accettare contanti, nell’ambito di un più ampio progetto di digitalizzazione dei servizi consolari e di contrasto alle frodi.
I richiedenti che rientrano nelle norme di libera circolazione dell’UE (ad esempio, familiari di cittadini UE non belgi) continuano a beneficiare dell’esenzione dal pagamento. Per i responsabili della mobilità internazionale il tempismo è cruciale: le domande presentate prima del 1° luglio saranno ancora soggette alla tariffa di 200 €, anche se il visto verrà rilasciato successivamente, quindi accelerare le pratiche in corso potrebbe far risparmiare 50 € a persona sui costi preventivati.
Le aziende che prevedono l’ingresso di tirocinanti laureati o lavoratori transfrontalieri a settembre dovrebbero rivedere le stime di spesa e informare i candidati sul nuovo processo di pagamento. Le autorità regionali belghe che rilasciano permessi di lavoro unici non sono interessate dalla modifica, ma la tariffa federale maggiorata si applicherà comunque nella fase del visto.
Le tariffe per i visti di lungo soggiorno in Belgio restano sostanzialmente in linea con quelle dei Paesi vicini, come i Paesi Bassi (285 € per la maggior parte delle categorie MVV), ma risultano ora sensibilmente più alte rispetto alla Francia (99 € per il visto di lungo soggiorno più 200 € di tassa per il permesso di soggiorno all’arrivo). Questa decisione conferma la tendenza a livello UE di trasferire una quota maggiore dell’onere amministrativo del controllo dell’immigrazione direttamente sui richiedenti.
Il visto di lungo soggiorno rappresenta la porta d’ingresso per la residenza in Belgio per cittadini extra-UE impegnati in incarichi lavorativi, trasferimenti intra-aziendali, programmi di studio o ricongiungimenti familiari superiori a 90 giorni. Sebbene la tassa costituisca solo una parte dei costi complessivi di trasferimento, l’aumento del 25% è significativo per le aziende che sponsorizzano più dipendenti, per studenti con budget limitati e per famiglie che richiedono visti per più membri contemporaneamente.
L’incremento si aggiunge alla tariffa di 90 € per i visti di breve soggiorno Schengen (tipo C), che il Belgio ha allineato alla tariffa europea all’inizio di quest’anno. La gestione front-office dei visti è affidata a TLScontact nella maggior parte dei Paesi, ma il Ministero sottolinea che la tassa è un onere federale riscosso per conto dell’Ufficio Immigrazione (DVZ/OE). Il pagamento deve ora essere effettuato esclusivamente in modalità elettronica; diverse sedi hanno già cessato di accettare contanti, nell’ambito di un più ampio progetto di digitalizzazione dei servizi consolari e di contrasto alle frodi.
I richiedenti che rientrano nelle norme di libera circolazione dell’UE (ad esempio, familiari di cittadini UE non belgi) continuano a beneficiare dell’esenzione dal pagamento. Per i responsabili della mobilità internazionale il tempismo è cruciale: le domande presentate prima del 1° luglio saranno ancora soggette alla tariffa di 200 €, anche se il visto verrà rilasciato successivamente, quindi accelerare le pratiche in corso potrebbe far risparmiare 50 € a persona sui costi preventivati.
Le aziende che prevedono l’ingresso di tirocinanti laureati o lavoratori transfrontalieri a settembre dovrebbero rivedere le stime di spesa e informare i candidati sul nuovo processo di pagamento. Le autorità regionali belghe che rilasciano permessi di lavoro unici non sono interessate dalla modifica, ma la tariffa federale maggiorata si applicherà comunque nella fase del visto.
Le tariffe per i visti di lungo soggiorno in Belgio restano sostanzialmente in linea con quelle dei Paesi vicini, come i Paesi Bassi (285 € per la maggior parte delle categorie MVV), ma risultano ora sensibilmente più alte rispetto alla Francia (99 € per il visto di lungo soggiorno più 200 € di tassa per il permesso di soggiorno all’arrivo). Questa decisione conferma la tendenza a livello UE di trasferire una quota maggiore dell’onere amministrativo del controllo dell’immigrazione direttamente sui richiedenti.
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