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Il Belgio rafforza i controlli sulla residenza per i cittadini UE in cerca di lavoro

giu 26, 2026
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Il Belgio rafforza i controlli sulla residenza per i cittadini UE in cerca di lavoro
Il Consiglio dei Ministri del Belgio ha approvato un disegno di legge che cambierà radicalmente il modo in cui i cittadini UE che arrivano in Belgio per cercare lavoro ottengono e mantengono il diritto di soggiorno. Attualmente, un cittadino UE che si registra presso un comune belga deve dimostrare OPPURE un’attività di ricerca lavoro (ad esempio, candidature recenti) OPPURE l’iscrizione a un ufficio regionale per l’impiego come Actiris, VDAB o Forem. La nuova legge, promossa dal Ministro per l’Asilo e la Migrazione Anneleen Van Bossuyt, richiede ENTRAMBE le prove fin dal primo giorno. Sei mesi dopo, una revisione obbligatoria impone al richiedente di dimostrare una “prospettiva realistica” di impiego attraverso passi concreti come formazione, qualifiche riconosciute o colloqui già fissati. In caso contrario, la carta di soggiorno verrà revocata. Anche le regole per il ricongiungimento familiare subiranno modifiche: d’ora in poi, le pratiche saranno aperte solo se tutti i documenti richiesti sono presenti; le domande incomplete saranno dichiarate inammissibili, riducendo il carico amministrativo per i comuni e accelerando le decisioni per i fascicoli completi. Il governo sostiene che questo doppio filtro scoraggerà il cosiddetto “turismo dei benefici” e libererà risorse per chi cerca lavoro davvero e per le aziende con carenze di competenze. Le proposte si allineano al Patto UE su Migrazione e Asilo entrato in vigore il 12 giugno 2026, che invita gli Stati membri a velocizzare i casi a basso merito e a rafforzare la condizionalità legata al mercato del lavoro. Van Bossuyt ha inoltre annunciato un canale pilota “fast-track” per l’asilo, volto a concludere i casi a bassa protezione entro tre mesi, grazie a una maggiore coordinazione tra i centri di accoglienza Fedasil e l’Ufficio Immigrazione. Per i datori di lavoro, il nuovo requisito più stringente potrebbe allungare i tempi di inserimento per i lavoratori intra-UE che non hanno ancora un contratto belga. I team di mobilità dovranno rivedere le checklist di trasferimento e avvisare i potenziali assunti che l’accesso all’assistenza sociale sarà bloccato fino all’acquisizione del diritto di soggiorno permanente. Le autorità comunali dovranno aggiornare i flussi di lavoro e formare il personale prima dell’entrata in vigore delle misure, prevista per la fine dell’estate dopo l’esame parlamentare. Nel complesso, il pacchetto segna un cambiamento più ampio verso una libera circolazione condizionata: il Belgio resta aperto ai talenti, ma solo a chi dimostra un impegno concreto per inserirsi nel suo mercato del lavoro.
Fonte: The Brussels Times

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