
Gli Emirati Arabi Uniti hanno modificato silenziosamente le regole che consentono ai cittadini indiani di ottenere un visto condizionale di 14 giorni all’arrivo (VOA). Secondo un aggiornamento diffuso dall’Autorità Federale per l’Identità, la Cittadinanza, le Dogane e la Sicurezza Portuale (ICP) e riportato per la prima volta il 1° luglio da Business Standard, gli indiani che si basano esclusivamente su un permesso di soggiorno del Regno Unito perderanno l’idoneità una volta che la modifica entrerà in vigore. I viaggiatori in possesso di un visto valido per gli Stati Uniti o di una Green Card, oppure di un visto di visita o di residenza dell’UE, continueranno invece a qualificarsi. L’ICP ha inoltre segnalato l’intenzione di introdurre un visto condizionale all’arrivo di 60 giorni per lo stesso gruppo, ma la data di avvio non è ancora stata annunciata.
Questa modifica è significativa perché i cittadini indiani rappresentano di gran lunga il gruppo più numeroso di visitatori stranieri negli Emirati, con oltre 6 milioni di arrivi previsti nel 2025. Molti lavoratori del settore tecnologico e viaggiatori d’affari transitano per Dubai con breve preavviso e si affidavano alle carte di soggiorno del Regno Unito per evitare le pratiche di visto anticipate. L’eliminazione di questa opzione spingerà probabilmente più visitatori a richiedere visti turistici pre-organizzati o e-visti sponsorizzati dalle compagnie aeree, aumentando tempi e costi per i viaggi dell’ultimo minuto.
Gli avvocati specializzati in immigrazione spiegano che la modifica fa parte di uno sforzo più ampio degli Emirati per rafforzare la verifica dell’identità, dopo che la guerra in Iran ha messo in luce le vulnerabilità nei controlli alle frontiere regionali. Le autorità hanno già riformato quest’anno i visti d’oro e i permessi legati alla proprietà, promettendo ulteriori “differenziazioni basate sul rischio” per nazionalità diverse. In pratica, gli analisti prevedono che la finestra del VOA resterà aperta solo ai viaggiatori la cui mobilità è stata verificata dai sistemi USA e Schengen.
Le aziende con frequenti spostamenti tra India ed Emirati dovrebbero aggiornare immediatamente le proprie linee guida di viaggio. I team HR sono invitati a verificare i dipendenti che si affidano esclusivamente alle carte di soggiorno del Regno Unito e a prevedere un margine di due o tre giorni lavorativi in più per l’ottenimento di un e-visto standard per gli Emirati, se necessario. Anche le compagnie aeree potrebbero iniziare a far rispettare i nuovi criteri di idoneità al check-in, con il rischio di negare l’imbarco ai passeggeri non conformi.
Per gli imprenditori indiani interessati al fiorente ecosistema delle start-up negli Emirati, il piano parallelo del governo di creare un VOA di 60 giorni potrebbe attenuare l’impatto, se e quando verrà lanciato. Fino ad allora, una pianificazione proattiva dei visti sarà essenziale per garantire viaggi d’affari senza interruzioni tra i due Paesi.
Questa modifica è significativa perché i cittadini indiani rappresentano di gran lunga il gruppo più numeroso di visitatori stranieri negli Emirati, con oltre 6 milioni di arrivi previsti nel 2025. Molti lavoratori del settore tecnologico e viaggiatori d’affari transitano per Dubai con breve preavviso e si affidavano alle carte di soggiorno del Regno Unito per evitare le pratiche di visto anticipate. L’eliminazione di questa opzione spingerà probabilmente più visitatori a richiedere visti turistici pre-organizzati o e-visti sponsorizzati dalle compagnie aeree, aumentando tempi e costi per i viaggi dell’ultimo minuto.
Gli avvocati specializzati in immigrazione spiegano che la modifica fa parte di uno sforzo più ampio degli Emirati per rafforzare la verifica dell’identità, dopo che la guerra in Iran ha messo in luce le vulnerabilità nei controlli alle frontiere regionali. Le autorità hanno già riformato quest’anno i visti d’oro e i permessi legati alla proprietà, promettendo ulteriori “differenziazioni basate sul rischio” per nazionalità diverse. In pratica, gli analisti prevedono che la finestra del VOA resterà aperta solo ai viaggiatori la cui mobilità è stata verificata dai sistemi USA e Schengen.
Le aziende con frequenti spostamenti tra India ed Emirati dovrebbero aggiornare immediatamente le proprie linee guida di viaggio. I team HR sono invitati a verificare i dipendenti che si affidano esclusivamente alle carte di soggiorno del Regno Unito e a prevedere un margine di due o tre giorni lavorativi in più per l’ottenimento di un e-visto standard per gli Emirati, se necessario. Anche le compagnie aeree potrebbero iniziare a far rispettare i nuovi criteri di idoneità al check-in, con il rischio di negare l’imbarco ai passeggeri non conformi.
Per gli imprenditori indiani interessati al fiorente ecosistema delle start-up negli Emirati, il piano parallelo del governo di creare un VOA di 60 giorni potrebbe attenuare l’impatto, se e quando verrà lanciato. Fino ad allora, una pianificazione proattiva dei visti sarà essenziale per garantire viaggi d’affari senza interruzioni tra i due Paesi.
Fonte: Business Standard
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