
Dal 1° luglio 2026, chiunque richieda un visto belga per soggiorni di lunga durata (visto D) dovrà pagare una tassa di gestione di 250 €, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente, secondo gli avvisi consolari diffusi questa settimana dalle ambasciate belghe, tra cui quelle di Amman, Varsavia e Atene. L’aggiornamento, pubblicato il 1° luglio e ribadito il 2 luglio per i richiedenti nel periodo di punta, prevede anche un aumento della tassa per il visto di ritorno a 335 € a partire dal 1° settembre. Il Ministero degli Affari Esteri spiega che la nuova tariffa riflette l’aumento dei costi di elaborazione e l’introduzione di controlli di sicurezza aggiuntivi legati al Sistema di Entrata/Uscita dell’UE e alla dichiarazione online “My Address in Belgium”. Rimangono esenti dal pagamento i titolari di passaporti diplomatici e i familiari di cittadini UE, mentre i richiedenti standard per permessi di lavoro, studio e ricongiungimento familiare dovranno prevedere la nuova tariffa maggiorata. Per i team di mobilità internazionale il tempismo è critico: le domande per i programmi accademici autunnali e i trasferimenti aziendali del quarto trimestre tradizionalmente aumentano all’inizio di luglio. Università e dipartimenti HR di multinazionali stanno affrettando le comunicazioni sulle nuove tariffe agli studenti ammessi e ai dipendenti già in fase di richiesta. TLS Contact, partner esterno per i visti in molti paesi, ha confermato che le pratiche presentate prima del 1° luglio saranno elaborate con la tariffa precedente, anche se gli appuntamenti biometrici sono fissati successivamente. L’aumento si somma inoltre al contributo federale aggiuntivo belga (attualmente tra 366 e 3660 €, a seconda della categoria) che alcuni richiedenti il visto D devono versare all’Ufficio Immigrazione. I datori di lavoro sono quindi invitati a rivedere le stime dei costi nelle lettere di incarico e a considerare di anticipare le domande per i familiari a carico prima del secondo aumento previsto per il 1° settembre. La mancata presentazione della prova di pagamento corretto rende la domanda irricevibile secondo la legge belga. Con altri Stati Schengen – in particolare Germania e Spagna – che stanno valutando aumenti simili per il 2027, la mossa del Belgio potrebbe indicare una tendenza generale al rialzo dei costi dei visti in tutta Europa.
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