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Il Belgio inasprisce le regole di soggiorno per i cittadini UE in cerca di lavoro

lug 3, 2026
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Il Belgio inasprisce le regole di soggiorno per i cittadini UE in cerca di lavoro
Il Consiglio dei Ministri del Belgio ha approvato un disegno di legge che innalza il livello di prova richiesto ai cittadini UE che si recano in Belgio in cerca di lavoro. Secondo il provvedimento, approvato il 2 luglio 2026 dal Ministro per l’Asilo e la Migrazione Anneleen Van Bossuyt, i candidati che richiedono la carta di soggiorno per motivi di lavoro dovranno dimostrare sia di aver presentato domande di impiego sia di essersi registrati presso un’agenzia regionale per l’impiego, come Actiris. Dopo sei mesi, dovranno provare di avere una “reale possibilità” di trovare lavoro; in caso contrario, il diritto di soggiorno potrà essere revocato. La proposta nasce per contrastare quello che il ministro definisce “turismo dei benefici”. Nel 2025, il Belgio ha rilasciato 1.266 carte di soggiorno per cercatori di lavoro UE, ma ha anche respinto 705 domande e ne ha terminate 202. Le autorità sostengono che alcuni richiedenti finiscono per chiedere assistenza sociale senza aver fatto sforzi concreti per trovare un impiego. Le nuove norme stringono anche i requisiti per il ricongiungimento familiare: i fascicoli incompleti saranno considerati irricevibili fin dall’inizio, riducendo i passaggi amministrativi per i comuni locali. Per le multinazionali con sede in Belgio, il cambiamento comporta implicazioni pratiche. I trasferimenti intra-UE di coniugi o figli adulti che intendono cercare lavoro richiederanno una documentazione più dettagliata. I team HR dovranno aggiornare le checklist di trasferimento includendo diverse prove di impegno nel mercato del lavoro – ad esempio, attestati di formazione professionale o convocazioni a colloqui – per superare la verifica dopo sei mesi. La mancata preparazione potrebbe comportare la perdita dello status di soggiorno per i familiari a carico e, di conseguenza, l’accesso ai sistemi di sicurezza sociale e sanitario belgi. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che la proposta si allinea al nuovo Patto sulla Migrazione dell’UE, che consente agli Stati membri di imporre condizioni proporzionate ai movimenti di persone economicamente inattive. Se il disegno di legge belga sarà approvato dal parlamento dopo la pausa estiva, le norme dovrebbero entrare in vigore nel quarto trimestre del 2026, concedendo un periodo transitorio agli attuali cercatori di lavoro UE per regolarizzare la propria posizione. Le aziende sono quindi invitate a verificare le situazioni delle famiglie dei dipendenti trasferiti, informarli sui controlli imminenti e, se necessario, organizzare corsi di orientamento professionale o di lingua olandese/francese da presentare come prova di una ricerca attiva di lavoro. La mancata adeguata preparazione potrebbe compromettere le strategie di gestione dei talenti a causa di revoche del permesso di soggiorno durante l’incarico.
Fonte: The Brussels Times

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