
La Polizia Federale tedesca (Bundespolizei) ha comunicato il 6 luglio 2026 che a giugno sono state fermate solo 3.290 persone entrate nel paese senza i documenti necessari. Si tratta di un calo del 42% rispetto a giugno 2025 e del dato mensile più basso da maggio 2021. Oltre 2.000 di coloro che hanno tentato di attraversare il confine sono stati respinti, mentre la polizia ha arrestato 152 sospetti trafficanti. Il forte calo è l’ultimo effetto del regime di controllo alle frontiere introdotto a livello nazionale nel settembre 2024 e ulteriormente rafforzato dopo l’insediamento del Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU) nel maggio 2025. Gli agenti sono autorizzati a negare l’ingresso anche ai richiedenti asilo, a meno che non appartengano a categorie vulnerabili, e le pattuglie mobili di “Schleierfahndung” ora coprono tutti e nove i confini terrestri. Tra maggio 2025 e fine giugno 2026, la Bundespolizei ha registrato 53.230 ingressi irregolari e ha respinto o rimpatriato sul posto 38.804 persone. Per datori di lavoro e responsabili della mobilità, questi dati sono rilevanti sotto due aspetti. Primo, indicano che i controlli a campione e le verifiche documentali restano una realtà quotidiana per pendolari transfrontalieri, autisti di logistica e viaggiatori d’affari, soprattutto lungo i corridoi molto trafficati A3 (Polonia), A8 (Austria) e A4 (Repubblica Ceca). Secondo, le statistiche alimenteranno il dibattito politico sulla possibilità che la Germania possa ora permettersi di ridurre i controversi controlli interni Schengen o se questi verranno prorogati oltre la scadenza attuale del 15 settembre 2026. Gli esperti legali osservano che i tassi di rifiuto sono in aumento perché molti viaggiatori si affidano ancora a fotografie di carte d’identità o copie digitali di permessi di soggiorno sui loro telefoni. Le aziende che organizzano trasferte transfrontaliere dovrebbero quindi informare il personale di portare con sé i documenti originali e prevedere tempi supplementari ai valichi terrestri. I team HR potrebbero inoltre beneficiare di tempi più rapidi per le richieste di carte ICT UE o Blue Card, poiché le risorse precedentemente impegnate nella gestione di un alto numero di ingressi irregolari verranno riallocate agli sportelli per la migrazione qualificata. Guardando al futuro, il Ministero dell’Interno dovrebbe presentare al Bundestag, dopo la pausa estiva, un nuovo concetto di “Gestione Integrata delle Frontiere”. Gli osservatori ritengono che questo potrebbe integrare i controlli a campione della polizia con un sistema automatizzato di profilazione basata sul rischio, simile al Sistema di Entrata/Uscita dell’UE, riducendo potenzialmente le difficoltà per i viaggiatori a basso rischio e mantenendo al contempo bassa la pressione politica sull’immigrazione irregolare.
Fonte: n-tv
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