
I viaggiatori d'affari e di piacere che attraversano i principali snodi della Germania questo fine settimana si sono trovati di fronte a code di controllo passaporti di cinque ore, le peggiori mai registrate. I rallentamenti sono attribuiti al nuovo Sistema Biometrico di Entrata-Uscita (EES) dell'UE, operativo dal 10 aprile 2026, che acquisisce impronte digitali e immagini facciali di ogni cittadino non Schengen in ingresso o uscita dal blocco. Francoforte e Monaco, i due principali gateway esterni Schengen della Germania, hanno gestito circa 37 milioni di passeggeri extra-UE lo scorso anno; un ritardo aggiuntivo di 45-60 secondi a persona è sufficiente a superare la capacità del sistema nei picchi estivi. L’operatore aeroportuale Fraport ha assunto 650 lavoratori temporanei solo per gestire le aree d’attesa e distribuire acqua, mentre Lufthansa consiglia ai passeggeri di presentarsi “almeno tre ore prima della partenza”. Dietro le code si nasconde un aumento delle controversie formali: il Comitato Arbitrale Tedesco per Viaggi e Trasporti ha ricevuto circa 29.400 richieste di risarcimento nella prima metà del 2026, con un incremento del 50% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’83% riguarda voli cancellati o fortemente ritardati. Il comitato risolve quattro casi su cinque tramite mediazione, ma avverte di “un’ondata estiva senza precedenti” se la tecnologia non verrà stabilizzata. Le piattaforme per i diritti dei consumatori sottolineano che non esiste un diritto legale al risarcimento per ritardi alle frontiere, lasciando alle compagnie aeree il peso dei costi di buona volontà o il rischio di danni reputazionali. L’associazione aeroportuale ACI Europe ha formalmente chiesto a Bruxelles di sospendere i controlli biometrici a luglio e agosto. La Commissione Europea ha risposto venerdì che il sistema è “stabile” e che gli Stati membri devono “garantire un adeguato organico”. Fonti interne riferiscono che la Polizia Federale tedesca ha difficoltà a reclutare agenti con le autorizzazioni IT necessarie per operare i chioschi EES, mentre una gara per 150 ulteriori varchi elettronici è bloccata da ricorsi. I responsabili viaggi aziendali stanno già adeguando le politiche: diverse società quotate al DAX ora istruiscono il personale a pianificare connessioni europee nello stesso giorno solo se la sosta supera le quattro ore. Gli esperti di fiscalità della mobilità avvertono che voli di collegamento persi possono estendere involontariamente la presenza fisica di un dipendente in Germania, generando obblighi fiscali imprevisti secondo la regola dei 183 giorni. Le società di gestione del rischio di viaggio raccomandano di prenotare tariffe flessibili, portare batterie di riserva (i posti a sedere nelle zone di overflow sono scarsi) e utilizzare la corsia veloce biometrica Lufthansa/Star Alliance dove disponibile, anche se la capacità è limitata. Guardando al futuro, gli analisti prevedono un alleggerimento delle code con il lancio del sistema complementare ETIAS (autorizzazione elettronica di viaggio per visitatori esenti da visto) a fine 2026, poiché il pre-clearance permetterà una selezione delle corsie basata sul rischio. Fino ad allora, lo status della Germania come il più trafficato hub aereo esterno dell’UE potrebbe trasformarla nel banco di prova per i programmi estivi di ogni compagnia aerea.
Fonte: boerse-global / ad-hoc-news