
Il 7 luglio, il Home Office ha pubblicato l’aggiornamento trimestrale della lista delle “Organizzazioni Terroristiche Proibite” ai sensi del Terrorism Act 2000. L’aggiornamento include due nuovi alias utilizzati da un’organizzazione già presente in Medio Oriente e conferma che in questo trimestre non sono state approvate richieste di rimozione dalla lista. Pur essendo principalmente una misura di sicurezza, questa lista ha implicazioni pratiche sulla mobilità. I datori di lavoro sponsor devono effettuare controlli sul “diritto al lavoro” che includano la verifica contro le entità proibite, e gli ufficiali dell’immigrazione possono negare l’ingresso se vi sono fondati sospetti di coinvolgimento con gruppi elencati. Di conseguenza, i team HR devono aggiornare gli strumenti di screening automatico e assicurarsi che i questionari di due diligence per i dipendenti includano i nuovi alias. La lista comprende ora 79 organizzazioni internazionali e 14 gruppi legati all’Irlanda del Nord. In una dichiarazione ministeriale separata, il Home Office ha ribadito che esprimere supporto verbale a un’organizzazione proibita — anche sui social media — può costituire reato, un avvertimento importante per i dipendenti assegnati in aree sensibili. La mancata verifica di assegnati o partner commerciali può esporre le aziende a responsabilità penali e compromettere le domande di visto nell’ambito del test di “buona condotta”. Si consiglia agli addetti alla compliance di diffondere la lista aggiornata e di aggiornare di conseguenza i manuali delle politiche aziendali.
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