
Il Vice Ministero della Migrazione e della Protezione Internazionale ha pubblicato l’8 luglio 2026 nuovi dati sulle residenze, rivelando che i cittadini russi rappresentano 40.735 dei 175.677 permessi di soggiorno attualmente detenuti da cittadini extracomunitari a Cipro. Al secondo posto si collocano i britannici con 16.279 permessi, seguiti da nepalesi (15.607) e indiani (14.237). Il dataset, presentato al Parlamento nell’ambito della relazione di metà anno sul bilancio del ministero, offre la prima analisi dettagliata della popolazione straniera residente a Cipro dall’entrata in vigore delle ampie riforme migratorie dell’isola a gennaio.
Il Vice Ministro Nicholas Ioannides ha dichiarato ai parlamentari che il governo punta a una “gestione migratoria equilibrata”, combinando opzioni di residenza attrattive — come la prossima introduzione della Carta Blu UE e il Programma Visitatori per formazione specializzata — con “meccanismi solidi di rimpatrio” per chi sfora i termini di soggiorno. Circa 8 milioni di euro del bilancio ricorrente di quest’anno sono destinati ai rimpatri volontari e forzati, mentre 17,3 milioni sono riservati a nuove infrastrutture per accoglienza e detenzione.
Ioannides ha inoltre confermato i piani per digitalizzare il rilascio dei permessi e introdurre carte d’identità biometriche entro la fine del 2026. Questi dati arrivano in un momento delicato per i responsabili della mobilità globale: le aziende multinazionali che trasferiscono personale a Cipro devono ora confrontarsi con un panorama dei permessi dominato da cittadini russi, britannici e sud-asiatici, ciascuno con tempi di elaborazione e obblighi di conformità differenti.
Il ministero ha avvertito che sono ancora pendenti 16.000 richieste di asilo e che l’applicazione delle norme si intensificherà con l’entrata in vigore nel 2027 del rinnovato Regolamento Eurodac e Screening dell’UE. Per i team HR aziendali il messaggio è duplice: Cipro resta accogliente verso gli espatriati qualificati, ma la documentazione deve essere impeccabile. Ioannides ha rivelato che il 70% delle richieste di asilo viene infine respinto; le aziende che sponsorizzano cittadini di paesi terzi devono aspettarsi controlli più rigorosi su standard abitativi, conformità fiscale e contributi previdenziali.
La digitalizzazione prevista dovrebbe accelerare i rinnovi, anche se nel periodo di transizione potrebbero verificarsi ritardi temporanei dovuti alla migrazione dei fascicoli cartacei in formato digitale. Con l’adesione a Schengen ancora almeno a un anno di distanza, Cipro continua a gestire autonomamente il proprio regime di frontiera. Tuttavia, con il lancio della Carta Blu UE previsto entro fine anno, i titolari di permessi altamente qualificati potranno godere di mobilità in tutta l’UE, aumentando il profilo di Cipro come base per incarichi regionali.
Le imprese dovrebbero iniziare ad adeguare le politiche interne — in particolare le strutture retributive — alla nuova aliquota fiscale societaria del 15% e alla revisione della regola di residenza di 60 giorni introdotta a gennaio 2026.
Il Vice Ministro Nicholas Ioannides ha dichiarato ai parlamentari che il governo punta a una “gestione migratoria equilibrata”, combinando opzioni di residenza attrattive — come la prossima introduzione della Carta Blu UE e il Programma Visitatori per formazione specializzata — con “meccanismi solidi di rimpatrio” per chi sfora i termini di soggiorno. Circa 8 milioni di euro del bilancio ricorrente di quest’anno sono destinati ai rimpatri volontari e forzati, mentre 17,3 milioni sono riservati a nuove infrastrutture per accoglienza e detenzione.
Ioannides ha inoltre confermato i piani per digitalizzare il rilascio dei permessi e introdurre carte d’identità biometriche entro la fine del 2026. Questi dati arrivano in un momento delicato per i responsabili della mobilità globale: le aziende multinazionali che trasferiscono personale a Cipro devono ora confrontarsi con un panorama dei permessi dominato da cittadini russi, britannici e sud-asiatici, ciascuno con tempi di elaborazione e obblighi di conformità differenti.
Il ministero ha avvertito che sono ancora pendenti 16.000 richieste di asilo e che l’applicazione delle norme si intensificherà con l’entrata in vigore nel 2027 del rinnovato Regolamento Eurodac e Screening dell’UE. Per i team HR aziendali il messaggio è duplice: Cipro resta accogliente verso gli espatriati qualificati, ma la documentazione deve essere impeccabile. Ioannides ha rivelato che il 70% delle richieste di asilo viene infine respinto; le aziende che sponsorizzano cittadini di paesi terzi devono aspettarsi controlli più rigorosi su standard abitativi, conformità fiscale e contributi previdenziali.
La digitalizzazione prevista dovrebbe accelerare i rinnovi, anche se nel periodo di transizione potrebbero verificarsi ritardi temporanei dovuti alla migrazione dei fascicoli cartacei in formato digitale. Con l’adesione a Schengen ancora almeno a un anno di distanza, Cipro continua a gestire autonomamente il proprio regime di frontiera. Tuttavia, con il lancio della Carta Blu UE previsto entro fine anno, i titolari di permessi altamente qualificati potranno godere di mobilità in tutta l’UE, aumentando il profilo di Cipro come base per incarichi regionali.
Le imprese dovrebbero iniziare ad adeguare le politiche interne — in particolare le strutture retributive — alla nuova aliquota fiscale societaria del 15% e alla revisione della regola di residenza di 60 giorni introdotta a gennaio 2026.
Fonte: Philenews
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