
Parlando con i giornalisti a Melbourne il 9 luglio 2026, il Segretario agli Esteri Vikram Misri ha dichiarato che Canberra ha assicurato a Nuova Delhi che la recente revisione delle norme sui visti studenteschi non ridurrà le opportunità educative per i cittadini indiani. La precisazione arriva in un momento di preoccupazione per l’innalzamento delle soglie finanziarie e il maggior controllo sulle università candidate, che potrebbero rallentare le approvazioni o aumentare i tassi di rifiuto. Secondo fonti australiane, è stato ribadito l’impegno a far tornare le iscrizioni indiane ai livelli pre-pandemia, circa 120.000 titolari di visto attivi, una volta che il nuovo sistema di valutazione sarà consolidato. Sebbene i tempi di elaborazione possano allungarsi per alcuni candidati, le università sono state invitate a fornire lettere di offerta incondizionate anticipate, così da permettere agli studenti di superare i test più rigorosi sulla genuinità delle richieste. Questa rassicurazione segue mesi di incertezza tra gli agenti educativi in India. Nel primo trimestre dell’anno fiscale 2026, i tassi di rifiuto per le domande di visto Sub-class 500 presentate in India sono saliti al 12%, il doppio della media del 2025. Gli agenti attribuiscono i rifiuti spesso a documentazione finanziaria incoerente e a frequenti cambi di corso. La Commissione Australiana dovrebbe pubblicare la prossima settimana nuove linee guida che riassumono le fonti di finanziamento accettabili e le prove richieste per la conoscenza della lingua inglese. Per i responsabili della mobilità nelle aziende IT e ingegneristiche, la dichiarazione è altrettanto significativa. Molte imprese sponsorizzano laureati per master in Australia prima di riassegnarli alle sedi indiane; eventuali restrizioni sui visti potrebbero compromettere i flussi di talenti. I team HR dovrebbero consigliare agli studenti di prevedere almeno quattro mesi per l’elaborazione e di mantenere una documentazione finanziaria trasparente. Sul lungo termine, entrambi i governi citano l’Accordo di Partenariato per la Migrazione e la Mobilità del 2023, che limita le quote reciproche per i visti vacanza-lavoro e per i tirocinanti laureati, come prova che gli scambi tra persone restano al centro delle relazioni bilaterali. Il dialogo più recente indica la volontà politica di perfezionare l’attuazione piuttosto che ridurre i numeri.
Fonte: DD India