
Un giudice dell’Alta Corte di Londra ha stabilito il 10 luglio che il governo britannico ha agito illegalmente negando alcune garanzie procedurali ai migranti trasferiti in Francia secondo l’accordo “uno dentro, uno fuori” del 2023. La sentenza, non appellabile senza autorizzazione, potrebbe costringere entrambi i governi a rinegoziare i protocolli operativi ai controlli giustapposti di Calais, Coquelles e Dunkerque. Il giudice ha rilevato che i richiedenti asilo non avevano un adeguato accesso a un avvocato e che le direttive di rimpatrio venivano emesse senza valutazioni individuali di proporzionalità. Le ONG francesi hanno accolto con favore la decisione, sostenendo che la politica aveva portato a rimpatri arbitrari che avevano messo sotto pressione la capacità di accoglienza locale. Secondo dati parlamentari, solo nella prima metà del 2026 sono state 951 le persone riammesse in Francia. Tra le conseguenze a breve termine, possibili sospensioni nei trasferimenti programmati mentre gli avvocati del Home Office rivedono i casi. Eurostar e compagnie di traghetti potrebbero registrare tempi più lunghi ai gate d’imbarco se la UK Border Force intensifica i controlli sul posto. I viaggiatori d’affari con cittadini di paesi terzi nel proprio gruppo dovrebbero verificare che i documenti di visto e residenza siano pienamente conformi per evitare ritardi a catena. Per le multinazionali attive nel nord della Francia, la sentenza potrebbe aggravare le tensioni nel mercato del lavoro locale se le strutture di accoglienza restano sature. I team di responsabilità sociale d’impresa impegnati in programmi di assunzione di rifugiati dovrebbero monitorare eventuali modifiche agli accordi bilaterali di Le Touquet che regolano i controlli giustapposti.
Fonte: Euronews