
Il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha concluso una storica visita di due giorni ad Auckland, il 10 e 11 luglio 2026, firmando un accordo di libero scambio (FTA) completo con il suo omologo neozelandese, Christopher Luxon. Il patto – il primo FTA bilaterale completo dell’India con un’economia sviluppata del Pacifico – elimina i dazi su oltre il 96% delle merci in dieci anni, introduce il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali e crea corsie preferenziali per visti destinati a dirigenti, investitori e familiari accompagnatori.
I due leader hanno inoltre elevato il rapporto a “Partenariato Strategico” e approvato una Roadmap fino al 2030. La mobilità è stata uno dei temi centrali: un nuovo Memorandum d’Intesa sul Turismo impegna entrambe le parti a incentivare le compagnie aeree a lanciare voli diretti e senza scali, mentre un Accordo di Cooperazione Marittima apre la strada al riconoscimento reciproco delle certificazioni di competenza per marittimi indiani e neozelandesi, una richiesta storica delle compagnie di navigazione globali con hub per il cambio equipaggio nell’Oceano Indiano.
Un capitolo dedicato a “Persone, Cultura e Sport” promette una mobilità semplificata per studenti e ricercatori, con visti di ricerca multi-ingresso della durata di cinque anni e borse di studio dottorali co-finanziate. Le aziende indiane si preparano a sfruttare rapidamente le opportunità: la società tecnologica lattiero-casearia Fonterra ha confermato che triplicherà il personale nel suo centro globale di competenza a Bengaluru, mentre il colosso IT di Mumbai TCS aprirà un centro di servizi a Christchurch focalizzato su soluzioni agritech. Entrambe le aziende hanno indicato il calendario dei servizi previsto dall’FTA e la nuova categoria di visti Business Mobility, che consentirà soggiorni fino a 90 giorni per visita senza test sul mercato del lavoro, come elementi rivoluzionari per l’implementazione dei progetti.
Dal punto di vista pratico, gli esportatori indiani dovranno prepararsi a nuove procedure di auto-dichiarazione delle Regole di Origine e a una piattaforma elettronica per il Certificato di Origine, che sarà operativa tre mesi dopo l’entrata in vigore dell’accordo. I team dedicati alla mobilità dovranno prevedere un supplemento transitorio di 75 dollari neozelandesi per domanda, destinato a finanziare chioschi per l’iscrizione biometrica negli aeroporti di Auckland e Christchurch.
Con l’obiettivo di raddoppiare il commercio bilaterale a 7 miliardi di dollari neozelandesi entro il 2030, i consulenti per l’immigrazione prevedono un aumento delle trasferte intra-aziendali, soprattutto nei settori IT, lavorazione lattiero-casearia e ingegneria delle energie rinnovabili. Per i viaggiatori indiani, la novità più evidente potrebbe essere al confine: il disegno di legge neozelandese sull’Immigrazione (Asia-Pacific Partnerships), attualmente in Parlamento, concederà ai titolari di passaporto diplomatico indiano l’ingresso senza visto fino a 14 giorni, equiparando i privilegi già offerti a Singapore e Giappone. Le autorità neozelandesi indicano che la misura potrebbe entrare in vigore già dal 1° ottobre 2026, se le normative attuative saranno approvate nei tempi previsti.
I due leader hanno inoltre elevato il rapporto a “Partenariato Strategico” e approvato una Roadmap fino al 2030. La mobilità è stata uno dei temi centrali: un nuovo Memorandum d’Intesa sul Turismo impegna entrambe le parti a incentivare le compagnie aeree a lanciare voli diretti e senza scali, mentre un Accordo di Cooperazione Marittima apre la strada al riconoscimento reciproco delle certificazioni di competenza per marittimi indiani e neozelandesi, una richiesta storica delle compagnie di navigazione globali con hub per il cambio equipaggio nell’Oceano Indiano.
Un capitolo dedicato a “Persone, Cultura e Sport” promette una mobilità semplificata per studenti e ricercatori, con visti di ricerca multi-ingresso della durata di cinque anni e borse di studio dottorali co-finanziate. Le aziende indiane si preparano a sfruttare rapidamente le opportunità: la società tecnologica lattiero-casearia Fonterra ha confermato che triplicherà il personale nel suo centro globale di competenza a Bengaluru, mentre il colosso IT di Mumbai TCS aprirà un centro di servizi a Christchurch focalizzato su soluzioni agritech. Entrambe le aziende hanno indicato il calendario dei servizi previsto dall’FTA e la nuova categoria di visti Business Mobility, che consentirà soggiorni fino a 90 giorni per visita senza test sul mercato del lavoro, come elementi rivoluzionari per l’implementazione dei progetti.
Dal punto di vista pratico, gli esportatori indiani dovranno prepararsi a nuove procedure di auto-dichiarazione delle Regole di Origine e a una piattaforma elettronica per il Certificato di Origine, che sarà operativa tre mesi dopo l’entrata in vigore dell’accordo. I team dedicati alla mobilità dovranno prevedere un supplemento transitorio di 75 dollari neozelandesi per domanda, destinato a finanziare chioschi per l’iscrizione biometrica negli aeroporti di Auckland e Christchurch.
Con l’obiettivo di raddoppiare il commercio bilaterale a 7 miliardi di dollari neozelandesi entro il 2030, i consulenti per l’immigrazione prevedono un aumento delle trasferte intra-aziendali, soprattutto nei settori IT, lavorazione lattiero-casearia e ingegneria delle energie rinnovabili. Per i viaggiatori indiani, la novità più evidente potrebbe essere al confine: il disegno di legge neozelandese sull’Immigrazione (Asia-Pacific Partnerships), attualmente in Parlamento, concederà ai titolari di passaporto diplomatico indiano l’ingresso senza visto fino a 14 giorni, equiparando i privilegi già offerti a Singapore e Giappone. Le autorità neozelandesi indicano che la misura potrebbe entrare in vigore già dal 1° ottobre 2026, se le normative attuative saranno approvate nei tempi previsti.
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