
I viaggiatori brasiliani si sono svegliati il 16 luglio con una buona notizia riguardo al potere del loro passaporto. Secondo l’edizione 2026 appena pubblicata dell’Henley Passport Index, il passaporto ordinario brasiliano consente ora l’accesso senza visto anticipato a 169 paesi e territori, posizionando il Brasile al 16° posto a livello mondiale e al secondo in Sud America, dietro solo al Cile. La classifica, elaborata da Henley & Partners con dati dell’International Air Transport Association (IATA), include le destinazioni accessibili senza visto, con visto all’arrivo o tramite autorizzazione elettronica di viaggio (ETA).
Sebbene il dato principale sia impressionante — il Brasile è alla pari con l’Argentina e davanti agli Stati Uniti per facilità di viaggio — gli esperti avvertono che “senza visto” non garantisce un imbarco senza intoppi. Molti paesi richiedono ancora la prova di un viaggio di ritorno, prenotazioni alberghiere, fondi sufficienti e, sempre più spesso, controlli di sicurezza pre-partenza come il sistema ETIAS in arrivo in Europa. Le compagnie aeree che operano negli scali più trafficati del Brasile, come San Paolo, Rio de Janeiro e Brasilia, segnalano un aumento dei casi di negato imbarco all’ultimo minuto legati alla validità del passaporto. La maggior parte delle destinazioni richiede una validità residua di almeno tre, spesso sei mesi, oltre la data prevista di partenza.
“Il problema più comune è la regola dei sei mesi,” spiega Júlia Neves, responsabile di turno per una compagnia internazionale all’aeroporto di GRU. “I passeggeri pensano che, dato che l’Indice dice ‘senza visto’, possano partire senza problemi.” Per i responsabili della mobilità e i dipartimenti viaggi aziendali, la classifica aggiornata è una lama a doppio taglio. Da un lato, i dipendenti brasiliani possono raggiungere due terzi del mondo senza lunghe pratiche consolari; dall’altro, i team di compliance interna devono rafforzare il monitoraggio della scadenza dei documenti e formare il personale sui nuovi sistemi elettronici di pre-screening come EES/ETIAS dell’UE e ETA del Regno Unito. La mancata osservanza può causare negati imbarchi, incontri persi e costi di riemissione biglietti.
Tra i consigli pratici per i viaggiatori: rinnovare il passaporto almeno sei mesi prima della scadenza, verificare i requisiti sulle pagine bianche e controllare se la destinazione considera “senza visto” anche procedure ETA o e-visa da completare prima dell’arrivo. Alle aziende si raccomanda di integrare avvisi automatici di validità nei sistemi HR e travel per evitare sorprese dell’ultimo minuto.
Sebbene il dato principale sia impressionante — il Brasile è alla pari con l’Argentina e davanti agli Stati Uniti per facilità di viaggio — gli esperti avvertono che “senza visto” non garantisce un imbarco senza intoppi. Molti paesi richiedono ancora la prova di un viaggio di ritorno, prenotazioni alberghiere, fondi sufficienti e, sempre più spesso, controlli di sicurezza pre-partenza come il sistema ETIAS in arrivo in Europa. Le compagnie aeree che operano negli scali più trafficati del Brasile, come San Paolo, Rio de Janeiro e Brasilia, segnalano un aumento dei casi di negato imbarco all’ultimo minuto legati alla validità del passaporto. La maggior parte delle destinazioni richiede una validità residua di almeno tre, spesso sei mesi, oltre la data prevista di partenza.
“Il problema più comune è la regola dei sei mesi,” spiega Júlia Neves, responsabile di turno per una compagnia internazionale all’aeroporto di GRU. “I passeggeri pensano che, dato che l’Indice dice ‘senza visto’, possano partire senza problemi.” Per i responsabili della mobilità e i dipartimenti viaggi aziendali, la classifica aggiornata è una lama a doppio taglio. Da un lato, i dipendenti brasiliani possono raggiungere due terzi del mondo senza lunghe pratiche consolari; dall’altro, i team di compliance interna devono rafforzare il monitoraggio della scadenza dei documenti e formare il personale sui nuovi sistemi elettronici di pre-screening come EES/ETIAS dell’UE e ETA del Regno Unito. La mancata osservanza può causare negati imbarchi, incontri persi e costi di riemissione biglietti.
Tra i consigli pratici per i viaggiatori: rinnovare il passaporto almeno sei mesi prima della scadenza, verificare i requisiti sulle pagine bianche e controllare se la destinazione considera “senza visto” anche procedure ETA o e-visa da completare prima dell’arrivo. Alle aziende si raccomanda di integrare avvisi automatici di validità nei sistemi HR e travel per evitare sorprese dell’ultimo minuto.
Fonte: Correio Braziliense
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