
L’autorità per i controlli alle frontiere di Shanghai ha annunciato a fine 20 luglio che il traffico passeggeri all’aeroporto internazionale di Pudong (PVG) ha superato i 20 milioni di entrate e uscite nel corso dell’anno, al 19 luglio, consolidando la sua posizione come il principale scalo aereo della Cina. Questo traguardo arriva a poco più di sette settimane dal superamento della soglia dei 15 milioni, evidenziando la robusta ripresa dei flussi in entrata e un mercato estivo in forte crescita per i viaggi in uscita.
Secondo i dati riportati dal quotidiano economico Yicai, finora nel 2026 circa 5,45 milioni di residenti della Cina continentale sono partiti da PVG, con luglio che da solo conta 620.000 passeggeri, il 30% in più rispetto allo stesso periodo di giugno. Gli agenti di frontiera indicano come principali segmenti di domanda i viaggi di svago in famiglia e i programmi di “study-tour”, mentre la domanda per voli a lungo raggio verso Europa, Americhe e Oceania è alimentata da nuove rotte e potenziamenti, inclusi maggiori frequenze verso Venezia e Barcellona. Il traffico in uscita verso le Americhe è ulteriormente aumentato grazie ai viaggi per i tifosi della Coppa del Mondo.
L’autorità ha implementato ulteriori varchi elettronici, sportelli multilingue e una gestione dinamica delle corsie per mantenere i tempi di controllo dell’immigrazione sotto i 30 minuti anche nelle ore di punta serali. Non sono stati divulgati i dati sugli arrivi stranieri, ma le compagnie aeree segnalano carichi elevati dai mercati con esenzione dal visto come Germania, Canada e Arabia Saudita.
Con l’Amministrazione nazionale per l’immigrazione della Cina che punta a un record di 750 milioni di movimenti transfrontalieri per l’intero anno, la performance di Shanghai è vista come un indicatore chiave per la pianificazione della mobilità aziendale. Per i responsabili di trasferimenti e viaggi, i dati segnalano una rinnovata pressione sulla disponibilità di posti in classe premium e sulle camere d’albergo nella capitale commerciale cinese da ora fino alla Golden Week di inizio ottobre. Le aziende dovrebbero prenotare i voli con largo anticipo, sfruttare le tariffe corporate e valutare, dove possibile, rotte alternative tramite hub come Hangzhou o Nanchino.
Internamente, si prevede un’agenda più fitta di riunioni, con dirigenti in visita che combinano viaggi di lavoro e vacanze personali. Strategicamente, la ripresa di Pudong conferma gli sforzi governativi per snellire i controlli alle frontiere — come l’ampliamento dell’accesso ai canali elettronici per i residenti stranieri e i progetti pilota di corsie con riconoscimento facciale per i veicoli — e sottolinea l’importanza di Shanghai nel piano cinese di trasformare i “flussi di persone in flussi economici”.
Le multinazionali con sede in Cina possono aspettarsi un’esperienza di arrivo più fluida, ma dovrebbero comunque prevedere tempi di riserva per i controlli sanitari legati alla pandemia, che, sebbene in gran parte sospesi, possono essere riattivati in caso di focolai regionali.
Secondo i dati riportati dal quotidiano economico Yicai, finora nel 2026 circa 5,45 milioni di residenti della Cina continentale sono partiti da PVG, con luglio che da solo conta 620.000 passeggeri, il 30% in più rispetto allo stesso periodo di giugno. Gli agenti di frontiera indicano come principali segmenti di domanda i viaggi di svago in famiglia e i programmi di “study-tour”, mentre la domanda per voli a lungo raggio verso Europa, Americhe e Oceania è alimentata da nuove rotte e potenziamenti, inclusi maggiori frequenze verso Venezia e Barcellona. Il traffico in uscita verso le Americhe è ulteriormente aumentato grazie ai viaggi per i tifosi della Coppa del Mondo.
L’autorità ha implementato ulteriori varchi elettronici, sportelli multilingue e una gestione dinamica delle corsie per mantenere i tempi di controllo dell’immigrazione sotto i 30 minuti anche nelle ore di punta serali. Non sono stati divulgati i dati sugli arrivi stranieri, ma le compagnie aeree segnalano carichi elevati dai mercati con esenzione dal visto come Germania, Canada e Arabia Saudita.
Con l’Amministrazione nazionale per l’immigrazione della Cina che punta a un record di 750 milioni di movimenti transfrontalieri per l’intero anno, la performance di Shanghai è vista come un indicatore chiave per la pianificazione della mobilità aziendale. Per i responsabili di trasferimenti e viaggi, i dati segnalano una rinnovata pressione sulla disponibilità di posti in classe premium e sulle camere d’albergo nella capitale commerciale cinese da ora fino alla Golden Week di inizio ottobre. Le aziende dovrebbero prenotare i voli con largo anticipo, sfruttare le tariffe corporate e valutare, dove possibile, rotte alternative tramite hub come Hangzhou o Nanchino.
Internamente, si prevede un’agenda più fitta di riunioni, con dirigenti in visita che combinano viaggi di lavoro e vacanze personali. Strategicamente, la ripresa di Pudong conferma gli sforzi governativi per snellire i controlli alle frontiere — come l’ampliamento dell’accesso ai canali elettronici per i residenti stranieri e i progetti pilota di corsie con riconoscimento facciale per i veicoli — e sottolinea l’importanza di Shanghai nel piano cinese di trasformare i “flussi di persone in flussi economici”.
Le multinazionali con sede in Cina possono aspettarsi un’esperienza di arrivo più fluida, ma dovrebbero comunque prevedere tempi di riserva per i controlli sanitari legati alla pandemia, che, sebbene in gran parte sospesi, possono essere riattivati in caso di focolai regionali.
Fonte: Yicai (First Financial)