
In una mossa a sorpresa volta a ridurre l’ingente arretrato globale di appuntamenti per i colloqui, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato il 22 luglio un “Programma Pilota per Appuntamenti Accelerati per Visti Non Immigranti”. Il test di sei mesi, avviato inizialmente presso la Missione in Messico, consente ai richiedenti visti business (B-1) e turistici (B-2) che già possiedono una ricevuta MRV (Machine-Readable Visa) pagata, o che stanno prenotando un nuovo appuntamento, di versare una quota aggiuntiva di 750 dollari per ottenere un colloquio entro dieci giorni lavorativi. Il Dipartimento sottolinea che il programma è facoltativo, limitato nel numero di posti disponibili e non riduce i tempi di valutazione o i controlli di sicurezza. I richiedenti devono comunque pagare la tariffa standard MRV di 185 dollari, soddisfare tutti i requisiti di ammissibilità e, in caso di rifiuto, non hanno diritto al rimborso della quota per l’accelerazione. Una volta scelto l’appuntamento accelerato, i 750 dollari devono essere versati entro dieci minuti; in caso di mancata presentazione, la quota viene persa e l’appuntamento non può essere riprogrammato. Perché ora? Le sezioni consolari in tutto il mondo continuano a fare i conti con carenze di personale post-pandemia e una domanda in forte crescita. Nell’anno fiscale 2025, i consolati hanno emesso un record di 8,3 milioni di visti non immigranti, ma i tempi di attesa in molti uffici ad alto volume superano ancora i 250 giorni per le prime richieste B. Il modello a pagamento offre ai consolati una fonte di entrate per finanziare straordinari e turni del sabato, mantenendo però la flessibilità per viaggi veramente urgenti. Per le multinazionali, il programma potrebbe diventare uno strumento strategico per gestire progetti o riunioni di consiglio con breve preavviso, soprattutto in Messico, dove il commercio transfrontaliero è intenso. Tuttavia, i datori di lavoro dovrebbero valutare se il costo aggiuntivo sia giustificato e informare i viaggiatori sulla politica di non rimborso. I consulenti per l’immigrazione evidenziano anche le implicazioni di equità: i viaggiatori più abbienti potrebbero ora “saltare la fila”, attirando potenzialmente l’attenzione del Congresso se il programma pilota venisse esteso. Consigli pratici: 1) Monitorare gli uffici partecipanti; il Dipartimento di Stato potrebbe aggiungere altre ambasciate “durante il periodo pilota”. 2) Preparare il metodo di pagamento per i 750 dollari prima di selezionare l’appuntamento accelerato, poiché il limite di dieci minuti è tassativo. 3) Conservare la prova documentale dell’acquisto dell’accelerazione insieme al fascicolo del visto, in caso di problemi tecnici all’ingresso. Infine, ricordare che il rilascio del visto non è mai garantito: gli ufficiali consolari applicheranno comunque la presunzione di intento immigratorio secondo l’INA §214(b) e altri motivi di rifiuto.
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