
Durante una conferenza stampa del Consiglio di Stato il 24 luglio, il Vice Ministro della Pubblica Sicurezza Qi Yanjun ha rivelato che nei primi sei mesi del 2026 ben 22,91 milioni di stranieri sono entrati nella Cina continentale, con un aumento del 20,4% rispetto all’anno precedente. Di questi, 17,82 milioni – il 77,7% – sono arrivati grazie ai programmi cinesi in espansione di ingresso senza visto e transito senza visto (TWOV). I dati confermano che il regime unilaterale di esenzione dal visto per 30 giorni, ora esteso a 50 paesi tra cui Canada e Regno Unito, continua a stimolare la domanda sia per affari che per turismo. Corea del Sud, Russia, Malesia, Vietnam e Thailandia sono stati i cinque principali mercati di origine, sottolineando l’importanza della connettività a corto raggio in Asia.
Gli ufficiali dell’immigrazione hanno gestito complessivamente 369 milioni di movimenti transfrontalieri di passeggeri, un record per il periodo gennaio-giugno. Qi ha evidenziato alcune sperimentazioni politiche volte a migliorare ulteriormente la mobilità: da aprile sono attivi a livello nazionale i permessi elettronici per le zone di confine; sette province stanno testando la registrazione tramite app per gli stranieri che soggiornano in alloggi non alberghieri; e corsie “one-stop” con riconoscimento facciale e dell’iride sono state introdotte in alcuni valichi tra Hong Kong e Shenzhen. Questi aggiornamenti digitali supportano l’agenda governativa “Internet + Immigrazione”, che prevede che entro il 2030 oltre il 95% dei servizi di ingresso e uscita sarà senza carta.
Per i team di mobilità internazionale, questi numeri sono rilevanti sotto tre aspetti. Primo, indicano tempi di attesa ridotti per i viaggi in Cina, dato che la maggior parte delle visite avviene ora senza visto. Secondo, suggeriscono che le code negli aeroporti questo autunno potrebbero essere più lunghe che in qualsiasi momento dal 2019, rendendo conveniente il servizio fast-track negli aeroporti di Shanghai o Pechino. Terzo, mostrano che le autorità restano attente al rispetto delle norme: gli stranieri devono ancora registrare il proprio indirizzo entro 24 ore, ma i nuovi strumenti online semplificano molto questa procedura.
Guardando al futuro, i funzionari hanno lasciato intendere che altri paesi europei e dell’ASEAN potrebbero essere aggiunti alla lista di esenzione per 30 giorni “in base alla reciprocità”. Le aziende dovrebbero conservare modelli di lettere di invito, nel caso in cui i negoziati bilaterali si blocchino e sia necessario reintrodurre i visti con breve preavviso.
Gli ufficiali dell’immigrazione hanno gestito complessivamente 369 milioni di movimenti transfrontalieri di passeggeri, un record per il periodo gennaio-giugno. Qi ha evidenziato alcune sperimentazioni politiche volte a migliorare ulteriormente la mobilità: da aprile sono attivi a livello nazionale i permessi elettronici per le zone di confine; sette province stanno testando la registrazione tramite app per gli stranieri che soggiornano in alloggi non alberghieri; e corsie “one-stop” con riconoscimento facciale e dell’iride sono state introdotte in alcuni valichi tra Hong Kong e Shenzhen. Questi aggiornamenti digitali supportano l’agenda governativa “Internet + Immigrazione”, che prevede che entro il 2030 oltre il 95% dei servizi di ingresso e uscita sarà senza carta.
Per i team di mobilità internazionale, questi numeri sono rilevanti sotto tre aspetti. Primo, indicano tempi di attesa ridotti per i viaggi in Cina, dato che la maggior parte delle visite avviene ora senza visto. Secondo, suggeriscono che le code negli aeroporti questo autunno potrebbero essere più lunghe che in qualsiasi momento dal 2019, rendendo conveniente il servizio fast-track negli aeroporti di Shanghai o Pechino. Terzo, mostrano che le autorità restano attente al rispetto delle norme: gli stranieri devono ancora registrare il proprio indirizzo entro 24 ore, ma i nuovi strumenti online semplificano molto questa procedura.
Guardando al futuro, i funzionari hanno lasciato intendere che altri paesi europei e dell’ASEAN potrebbero essere aggiunti alla lista di esenzione per 30 giorni “in base alla reciprocità”. Le aziende dovrebbero conservare modelli di lettere di invito, nel caso in cui i negoziati bilaterali si blocchino e sia necessario reintrodurre i visti con breve preavviso.
Fonte: Yicai Global