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La Polonia stabilisce un nuovo record di espulsioni di migranti nella prima metà del 2026

lug 25, 2026
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La Polonia stabilisce un nuovo record di espulsioni di migranti nella prima metà del 2026
La Guardia di Frontiera polacca ha confermato che le espulsioni di cittadini stranieri hanno raggiunto un livello senza precedenti, con 5.640 casi tra gennaio e giugno 2026, un aumento del 28% rispetto allo stesso periodo del 2025 e già superiore ai totali annuali registrati solo quattro anni fa. Secondo i dati riportati dal portale EADaily, i picchi di deportazioni si sono registrati a marzo (1.150) e aprile (1.130), grazie all’intensificazione delle operazioni congiunte con il Ministero dell’Interno e dell’Amministrazione. La maggior parte delle espulsioni ha riguardato ingressi irregolari vicino ai confini con Bielorussia, Lituania e Germania, o stranieri sorpresi a superare i limiti di soggiorno previsti dall’area Schengen per brevi periodi. Le autorità stanno inoltre utilizzando la procedura amministrativa accelerata introdotta alla fine del 2025, che consente alla Guardia di Frontiera di notificare i provvedimenti di rimpatrio e i divieti di reingresso nell’area Schengen da cinque a dieci anni entro 48 ore dalla detenzione. Le associazioni di categoria segnalano un aumento significativo dei controlli a campione nei cantieri e sulle strade, in particolare nel settore della logistica e delle costruzioni, che dipendono fortemente da lavoratori extracomunitari. Le autorità di Varsavia sottolineano che questa linea più dura è necessaria per contrastare le reti organizzate di traffico di migranti lungo la cosiddetta “rotta bielorussa” e per garantire l’ordine pubblico dopo diversi episodi di rilievo legati alla sicurezza. Tuttavia, le ONG per i diritti umani avvertono che le procedure accelerate potrebbero limitare l’accesso all’assistenza legale e ai diritti di appello, scoraggiando potenzialmente lavoratori stranieri qualificati, attualmente scarsi nel mercato del lavoro polacco. Per i responsabili della mobilità internazionale, questi numeri record evidenziano l’importanza di un rigoroso controllo documentale quando si inviano dipendenti in Polonia. Le aziende che assumono talenti extra-UE sono invitate a conservare copie dei permessi di soggiorno validi, effettuare audit interni regolari sulle scadenze dei visti e prevedere tempi supplementari per i controlli alle frontiere, dove i colloqui a sorpresa sono ormai frequenti. I viaggiatori in transito via terra in Polonia potrebbero inoltre essere sottoposti a controlli d’identità occasionali nella zona interna di 30 chilometri lungo i confini con Germania e Lituania, nonostante le regole Schengen garantiscano formalmente la libera circolazione. Guardando al futuro, il Ministero dell’Interno sta preparando modifiche alla legge sugli stranieri che prevedono l’introduzione di ordini di rimpatrio elettronici e l’ampliamento dei controlli biometrici negli uffici regionali del lavoro. Sebbene l’obiettivo sia rendere più efficienti i canali di immigrazione legittima, la proposta indica che la Polonia intende mantenere uno dei regimi di controllo più rigorosi dell’UE per il prossimo futuro.
Fonte: EADaily

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