
Nelle prime ore del 25 luglio, il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione della Spagna ha pubblicato il tanto atteso bando 2026 per il sostegno ai programmi di Ritorno Volontario per cittadini di paesi terzi. L’avviso, diffuso tramite la sede elettronica del ministero, invita ONG e organizzazioni internazionali a presentare proposte per un finanziamento fino a 5 milioni di euro (cofinanziati al 90% dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione dell’UE) per gestire servizi di consulenza, viaggi di sola andata e contributi per il reinserimento destinati ai migranti che desiderano tornare nei loro paesi d’origine.
I progetti ammissibili devono includere servizi di consulenza pre-partenza, biglietteria, certificazioni mediche e indennità in denaro erogate tramite agenzie partner all’estero. Sarà data priorità alle proposte che integrano strumenti digitali di gestione dei casi compatibili con la piattaforma MERCURIO del ministero e che si rivolgono a profili vulnerabili, come vittime di tratta di esseri umani o richiedenti asilo respinti. I soggetti selezionati firmeranno gli accordi entro metà settembre e dovranno completare le attività entro il 31 dicembre 2027.
Sebbene il Ritorno Volontario rappresenti una quota ridotta rispetto ai flussi migratori complessivi della Spagna — con 1.742 partenze facilitate nel 2025 — il programma è considerato una “valvola di sicurezza” fondamentale, secondo le autorità, soprattutto in seguito alla regolarizzazione straordinaria che ha aumentato il numero di migranti impossibilitati o non intenzionati a rimanere in Spagna una volta risolte le loro pratiche. ONG come ACCEM e Cruz Roja segnalano una domanda in crescita, aggravata dagli elevati costi abitativi di Madrid e dal mercato del lavoro ristretto.
Per i professionisti della mobilità internazionale, l’annuncio è rilevante perché crea un percorso parzialmente sovvenzionato per le aziende che stanno concludendo incarichi di espatriati provenienti da paesi terzi con permessi di soggiorno in scadenza. I datori di lavoro che cofinanziano i biglietti hanno storicamente potuto compensare i costi attraverso budget di responsabilità sociale d’impresa e, in alcuni casi, detrazioni fiscali aziendali.
Le domande devono essere presentate elettronicamente entro 15 giorni lavorativi dalla pubblicazione dell’estratto sulla Gazzetta Ufficiale (prevista per la prossima settimana). I team HR con potenziali candidati sono invitati a collaborare rapidamente con le ONG di riferimento per assicurare che i singoli casi siano inclusi nelle proposte di finanziamento, poiché l’inserimento tardivo è raramente consentito una volta assegnati i budget.
I progetti ammissibili devono includere servizi di consulenza pre-partenza, biglietteria, certificazioni mediche e indennità in denaro erogate tramite agenzie partner all’estero. Sarà data priorità alle proposte che integrano strumenti digitali di gestione dei casi compatibili con la piattaforma MERCURIO del ministero e che si rivolgono a profili vulnerabili, come vittime di tratta di esseri umani o richiedenti asilo respinti. I soggetti selezionati firmeranno gli accordi entro metà settembre e dovranno completare le attività entro il 31 dicembre 2027.
Sebbene il Ritorno Volontario rappresenti una quota ridotta rispetto ai flussi migratori complessivi della Spagna — con 1.742 partenze facilitate nel 2025 — il programma è considerato una “valvola di sicurezza” fondamentale, secondo le autorità, soprattutto in seguito alla regolarizzazione straordinaria che ha aumentato il numero di migranti impossibilitati o non intenzionati a rimanere in Spagna una volta risolte le loro pratiche. ONG come ACCEM e Cruz Roja segnalano una domanda in crescita, aggravata dagli elevati costi abitativi di Madrid e dal mercato del lavoro ristretto.
Per i professionisti della mobilità internazionale, l’annuncio è rilevante perché crea un percorso parzialmente sovvenzionato per le aziende che stanno concludendo incarichi di espatriati provenienti da paesi terzi con permessi di soggiorno in scadenza. I datori di lavoro che cofinanziano i biglietti hanno storicamente potuto compensare i costi attraverso budget di responsabilità sociale d’impresa e, in alcuni casi, detrazioni fiscali aziendali.
Le domande devono essere presentate elettronicamente entro 15 giorni lavorativi dalla pubblicazione dell’estratto sulla Gazzetta Ufficiale (prevista per la prossima settimana). I team HR con potenziali candidati sono invitati a collaborare rapidamente con le ONG di riferimento per assicurare che i singoli casi siano inclusi nelle proposte di finanziamento, poiché l’inserimento tardivo è raramente consentito una volta assegnati i budget.
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