
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, durante una conferenza stampa del 3 agosto, ha chiesto una “solidarietà concreta” agli altri membri dell’UE dopo l’arrivo di decine di migliaia di migranti nell’enclave nordafricana di Ceuta nel fine settimana. L’incremento senza precedenti ha spinto l’Italia ad annunciare, il 1° agosto, la sospensione temporanea dei controlli nell’area Schengen per i viaggiatori provenienti dalla Spagna, una decisione che Madrid definisce “sproporzionata e giuridicamente discutibile”. Albares ha confermato che il governo porterà la situazione di Ceuta all’attenzione della riunione straordinaria dei ministri dell’Interno dell’UE prevista per martedì. Ha criticato la reazione di alcune capitali, puntando il dito contro Roma per “strumentalizzare le paure migratorie durante una campagna elettorale”, e ha avvertito che misure unilaterali alle frontiere mettono a rischio l’integrità di Schengen. La Francia ha già intensificato i pattugliamenti di polizia sul lato dei Pirenei, pur sottolineando che i cittadini UE non sono interessati. Dietro questa schermaglia diplomatica c’è la preoccupazione che gli arrivi a Ceuta possano innescare movimenti secondari verso l’Europa continentale. La polizia spagnola riferisce che la maggior parte dei nuovi arrivati proviene dall’Africa subsahariana e dalla Siria e sono attualmente in fase di identificazione nei centri di accoglienza temporanei. I gruppi imprenditoriali temono che controlli prolungati alle frontiere rallentino le catene di approvvigionamento: l’Italia è il terzo partner commerciale della Spagna e il traffico merci via camion attraverso Ventimiglia vale 40 miliardi di euro all’anno. Per il personale internazionale in mobilità, i nuovi controlli rischiano di compromettere la prevedibilità dei viaggi proprio mentre la ripresa post-pandemica si stabilizza. I responsabili della mobilità dovrebbero informare i dipendenti che viaggiano tra Spagna e Italia di portare documenti aggiuntivi che attestino lo status conforme a UE o Schengen e di prevedere tempi supplementari per i passaggi via terra o traghetto. I cittadini di paesi terzi esenti da visto potrebbero essere sottoposti a controlli secondari, soprattutto se viaggiano con compagnie low cost. L’episodio mette inoltre alla prova il nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo, che entrerà in vigore a giugno 2026. Gli analisti sottolineano che la Spagna è stata una sostenitrice convinta dei meccanismi di solidarietà del Patto, che prevedono attivazioni per la ricollocazione e contributi finanziari per gli Stati membri sotto pressione. La risposta dell’Unione a Ceuta offrirà un primo indicatore sulla capacità di questi meccanismi di sostituire le sospensioni unilaterali delle frontiere.
Fonte: El País
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