
La compagnia di bandiera di Dubai ha sfruttato l’apertura mattutina dell’Arabian Travel Market (ATM) 2026 per dare una spinta decisiva alla sua strategia di promozione delle destinazioni. In una cerimonia tenutasi il 14 settembre, Emirates ha firmato sette Memorandum d’Intesa con le autorità turistiche di Seychelles, Mauritius, Madagascar, Malesia, Finlandia, Fjord Norvegia e l’Autorità per lo Sviluppo del Commercio e del Turismo di Sharjah. Gli accordi impegnano la compagnia e i suoi partner a campagne pubblicitarie congiunte, viaggi di familiarizzazione e condivisione di dati, con l’obiettivo di aumentare il numero di visitatori diretti a Dubai e di transito attraverso l’aeroporto internazionale, aiutando al contempo le destinazioni partner a raggiungere nuovi mercati di origine.
Sebbene Emirates collabori da tempo con singoli enti turistici, la firma di sette accordi in una sola mattina sottolinea la portata della ripresa del traffico aereo globale e la determinazione della compagnia a trasformare questo rimbalzo in traffico di transito attraverso Dubai. La compagnia ha evidenziato di servire ormai quasi 140 destinazioni e si prepara a lanciare voli giornalieri per Helsinki dal 1° ottobre, una delle rotte annunciate nei MoU.
Per gli Emirati Arabi Uniti, questi accordi rafforzano il ruolo di Dubai come hub di collegamento e supportano l’obiettivo nazionale di attrarre 40 milioni di ospiti negli hotel entro il 2031. Gli esperti del settore sottolineano gli effetti a catena sulla mobilità aziendale: campagne congiunte di promozione delle destinazioni significano generalmente maggiore capacità di posti, tariffe scontate per i viaggi di transito e logistica semplificata per i viaggi di gruppo, elementi fondamentali per le multinazionali che ruotano il personale tra siti di progetto in Africa, Europa e Asia.
Il nuovo investimento in marketing dovrebbe inoltre favorire città secondarie degli Emirati come Sharjah, catturando il traffico di scalo, alleviando la pressione su Dubai e distribuendo i ricavi turistici sull’intera federazione. Durante la fiera, Emirates ha anche rinnovato le partnership commerciali con Huawei e Dubai Duty Free, entrambe focalizzate sull’esperienza passeggeri: l’accordo con Huawei estende l’integrazione del portafoglio digitale in Cina, mentre quello con Dubai Duty Free offre ai passeggeri Emirates promozioni esclusive negli aeroporti. Questi accordi dimostrano come viaggi, tecnologia e retail stiano convergendo per creare itinerari più “coinvolgenti” che mantengono i visitatori – e la loro spesa – all’interno dell’ecosistema degli Emirati.
Da un punto di vista pratico, i responsabili della mobilità globale dovrebbero monitorare le offerte tariffarie tattiche e i tour di familiarizzazione per il trade che solitamente seguono questi MoU. I dipendenti che viaggiano con breve preavviso verso le nuove destinazioni promosse potrebbero presto beneficiare di una maggiore frequenza di voli, migliori tempi di connessione e tariffe promozionali con scalo a Dubai, rafforzando l’attrattività dell’emirato come base regionale per le missioni di lavoro.
Sebbene Emirates collabori da tempo con singoli enti turistici, la firma di sette accordi in una sola mattina sottolinea la portata della ripresa del traffico aereo globale e la determinazione della compagnia a trasformare questo rimbalzo in traffico di transito attraverso Dubai. La compagnia ha evidenziato di servire ormai quasi 140 destinazioni e si prepara a lanciare voli giornalieri per Helsinki dal 1° ottobre, una delle rotte annunciate nei MoU.
Per gli Emirati Arabi Uniti, questi accordi rafforzano il ruolo di Dubai come hub di collegamento e supportano l’obiettivo nazionale di attrarre 40 milioni di ospiti negli hotel entro il 2031. Gli esperti del settore sottolineano gli effetti a catena sulla mobilità aziendale: campagne congiunte di promozione delle destinazioni significano generalmente maggiore capacità di posti, tariffe scontate per i viaggi di transito e logistica semplificata per i viaggi di gruppo, elementi fondamentali per le multinazionali che ruotano il personale tra siti di progetto in Africa, Europa e Asia.
Il nuovo investimento in marketing dovrebbe inoltre favorire città secondarie degli Emirati come Sharjah, catturando il traffico di scalo, alleviando la pressione su Dubai e distribuendo i ricavi turistici sull’intera federazione. Durante la fiera, Emirates ha anche rinnovato le partnership commerciali con Huawei e Dubai Duty Free, entrambe focalizzate sull’esperienza passeggeri: l’accordo con Huawei estende l’integrazione del portafoglio digitale in Cina, mentre quello con Dubai Duty Free offre ai passeggeri Emirates promozioni esclusive negli aeroporti. Questi accordi dimostrano come viaggi, tecnologia e retail stiano convergendo per creare itinerari più “coinvolgenti” che mantengono i visitatori – e la loro spesa – all’interno dell’ecosistema degli Emirati.
Da un punto di vista pratico, i responsabili della mobilità globale dovrebbero monitorare le offerte tariffarie tattiche e i tour di familiarizzazione per il trade che solitamente seguono questi MoU. I dipendenti che viaggiano con breve preavviso verso le nuove destinazioni promosse potrebbero presto beneficiare di una maggiore frequenza di voli, migliori tempi di connessione e tariffe promozionali con scalo a Dubai, rafforzando l’attrattività dell’emirato come base regionale per le missioni di lavoro.
Fonte: Emirates Newsroom
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